di Grazia Garlando

Da buona milanese, a Como sarò andata decine e decine di volte. La trovo solare e rilassante, con la sua elegante passeggiata che conduce alla Cattedrale trecentesca di Santa Maria Assunta e la facciata affollata di statue che racconta la storia della salvezza dell’umanità, il broletto duecentesco gotico ex municipio cittadino, il Teatro Sociale settecentesco tanto voluto da Napoleone al punto da far demolire il castello visconteo che sorgeva precedentemente al suo posto e che ora emana musica su tutta la piazza, le terme romane e il palazzo Terragni, ex storica Casa del Fascio ora sede della Guardia di Finanza, fino alle decoratissime ville liberty del delizioso e sovrastante paesino di Brunate, ancora raggiungibile con la funicolare di fine Ottocento. E poi il lago, con i suoi 47 chilometri di lunghezza e le montagne che lo circondano con un colpo d’occhio davvero spettacolare!

Il lago, per l’appunto. Avete idea di tutte le bellezze nascoste che può mostrare navigandolo in battello su su fino ad approdare in acque svizzere? Mi imbarco proprio in centro città, per non perdermene neanche una. Il primo incontro è con il Life Electric, il monumento di Daniel Libeskind dedicato ad Alessandro Volta, nativo della città, posto al termine della Diga Foranea, l’ariosa passeggiata in mezzo al lago. E mentre mi lascio alle spalle, una dopo l’altra, altre strutture altamente simboliche, come il Tempio Voltiano, ora museo che conserva il primo prototipo di pila elettrica, il Monumento ai Caduti della prima guerra mondiale e lo stadio, ex velodromo inaugurato nel 1927 in occasione della morte di Alessandro Volta, con tutto il circostante quartiere sportivo, ecco che ha inizio la romantica passeggiata sul lungolago puntellata dalle celebri ville: da Villa Olmo con la sua piccola spiaggia sabbiosa e il suo fiorire di eventi culturali a Villa del Grumello che ospita la Fondazione Alessandro Volta dedicata agli studi scientifici, da Villa Raimondi dove si celebrò il matrimonio lampo di Giuseppe Garibaldi con la nobile diciottenne Giuseppina Raimondi (durato solo qualche ora, il tempo di scoprire che la neo sposa aspettava un figlio da un altro uomo) a Villa Erba, ex dimora della celebre dinastia farmaceutica dove nel tempo sono stati girati tanti film hollywoodiani, proprio come a Villa d’Este che nel 1925 ospitò nientemeno che le riprese del primo film di Alfred Hitchcock Il labirinto delle passioni. Sono tanti, oltre al suo, i nomi altisonanti che nel tempo hanno apprezzato e frequentato questo panoramico susseguirsi di giardini scenografici e boschi di cipressi, cascate e roseti, spiagge e calette segrete che si intercalano tra tanti piccoli e deliziosi comuni come quelli di Cernobbio e Moltrasio (con la sua celebre pietra grigia con cui sono state costruite le mura), Torno e Blevio, oltre naturalmente a quella Laglio ormai nota in tutto il mondo grazie alla Villa Oleandra di George Clooney: da Vincenzo Bellini a Winston Churchill, da Giuditta Pasta a Napoleone, da Alessandro Manzoni a Gianni Versace. E se sono tante le ville storiche attualmente adibite a funzioni istituzionali, non sono poche neanche quelle di proprietà privata, con tanto di accesso diretto al lago e funicolari proprie per raggiungere il centro abitato più vicino, tra le quali spicca ogni tanto a far da contrasto qualche edificio residenziale e hotel dall’architettura estremamente moderna.

Del resto, il turismo era arrivato in questi splendidi luoghi già alla fine del 1600, poi divenuti tappa fondamentale nei celebri Gran Tour dell’aristocrazia settecentesca. Anni in cui Como era già attivissima nel settore della seta, la cui produzione era stata avviata nel 15° secolo nell’intera Lombardia da Ludovico il Moro grazie alle sue acque lacustri dotate di una composizione chimica particolarmente idonea alla lavorazione di questo tessuto. In seguito, Alessandro Volta diede un ulteriore impulso con la meccanizzazione dell’energia, architetti e pittori se ne interessarono creativamente, e negli anni Venti l’industria serica comasca spiccava letteralmente il volo. Tutto splendidamente documentato dal Museo Didattico della Seta, che ne racconta storia e tradizione attraverso l’evoluzione di tessuti, telai, macchinari e processi di lavorazione.

Infinity PoolSuite con soffitto di vetro

E allora, sulla scia della tradizione, non posso che scegliere di soggiornare nei locali di un’ex tintoria tessile, in parte ancora riconoscibile, che da inizio anno ospita il nuovissimo Hotel Hilton Lake Como, sulla bella passeggiata che conduce a Villa Olmo e a una decina di minuti a piedi dal centro. E non solo perché è estremamente confortevole nella sua elegante linearità fatta di legno, pietra e tessuti in colori neutri che gli danno un tocco total nature, o perché nella sua spa posso coccolarmi con seducenti trattamenti alla seta, o ancora perché in alcune delle sue suite posso addormentarmi alla luce delle stelle grazie al soffitto di vetro o respirare il profumo delle erbe aromatiche del piccolo orto privato. Sarebbe già abbastanza, certo. Ma poi c’è quella infinity pool a sfioro con vista lago che lascia senza fiato, con rooftop bar Terrazza 241 e le sue immense vetrate che inondano di luce naturale, dove vige l’innovativo concetto dello sharing menu e, fino a settembre, anche uno sfizioso brunch domenicale all’aperto con antipasti di mare e di terra, grigliata di carne e pesce con verdure, e trionfo di dolcetti, tutto accompagnato da prosecco, sangria o cocktail vari. Magari mi farò raggiungere dagli amici, visto che la terrazza è aperta anche agli ospiti esterni. E la sensazione di vacanza sarà davvero completa. Anche a così breve distanza dalla mia Milano.