13 ottobre 2016 – A vederlo nei panni del bugiardissimo dottor Molineaux, medico dell’alta borghesia francese che, tra equivoci e sotterfugi esilaranti, si finge sarto per poter incontrare l’amante nonostante sia fresco di matrimonio, sembra che Georges Feydeau abbia scritto questo personaggio proprio per lui. Sì, perché nei panni del protagonista della divertente pièce Sarto per Signora, in scena al Teatro Manzoni di Milano fino al 30 ottobre, Emilio Solfrizzi tira fuori con innata maestria tutta la sua comicità, fatta di mimica e gestualità, accenti e tonalità, mantenendo il ritmo senza strafare e strappando risate spontanee.

“Sono davvero soddisfatto, perché per me sta diventando una questione di orgoglio nazionale pugliese, la mia regione. Lì c’è tutta la mia storia e il mio passato, c’è il grande successo di Toti e Tata, il duo comico che formavo con Antonio Stornaiolo diventato velocemente fenomeno dialettale di culto ma che non usciva dai confini regionali. E’ importante il luogo da cui si parte, e come questo stesso luogo ti confina. E la Puglia per tanto tempo è stata una regione che non faceva eco. Finalmente da un po’ di tempo stiamo cominciando a costruirci una tradizione. Ci sono voluti il talento e l’impegno di personaggi come Sergio Rubini e Michele Placido, o come Checco Zalone che ha reso normale far utilizzare ai comici pugliesi il loro dialetto. Significa che tutti insieme abbiamo finalmente permesso alla nostra terra di sdoganare la sua identità. E adesso chi ci ferma più?”