Una bellezza naturale nascosta nell’entroterra sudoccidentale cinese. Con una rigogliosa vegetazione dovuta alle abbondanti piogge nella stagione dei monsoni e un territorio prevalentemente montuoso inframmezzato da pianure, colline e formazioni di roccia calcarea.

E’ uno spettacolare ecosistema naturale a caratterizzare la sconosciuta provincia cinese del Guizhou con il suo capoluogo Guiyang, popolata da una colorata varietà di minoranze etniche come i Miao, gli Himong, gli Yao e i Dong – artefici, questi ultimi, dei tanti e caratteristici ponti coperti cosiddetti del Vento e della Pioggia –, insaporita da una cucina tradizionale che origina dai leggendari Ming ed evolve nei sapori decisi dei prodotti locali più tipici come l’olio piccante Lao Gan Ma abitualmente consumato nell’intero Paese e la grappa Maotai, radicata nelle tradizionali coltivazioni di tabacco e tè verde e nella secolare produzione di tessuti batik colorati e stampati a mano.

Una bellezza nascosta, dicevamo, che adesso sceglie di uscire dalla sua nicchia per svelarsi al mondo, iniziando ad approcciarsi timidamente al turismo per raccontare un’altra faccia di quella Cina affascinante e variegata che non finisce mai di stupire. I resort e le catene alberghiere di lusso sono già arrivati, così come le guesthouse, gli ostelli e i b&b più economici. Ed è tempo di scaldare i motori.