31 dicembre 2014“Un ritorno ai Legnanesi delle origini, che raccontavano il caro vecchio cortile lombardo e gli inossidabili rapporti tra vicini, così vicini che sembrava quasi di vivere tutti insieme. Perché in fondo è da lì che provengono un po’ tutti gli italiani”: così Antonio Provasio, Enrico Dalceri e Luigi Campisi (insieme sul palco da oltre dieci anni nei ruoli rispettivamente di Teresa, Mabilia e Giovanni Colombo) illustrano il loro nuovo spettacolo “La finestra sui cortili”, in scena da questa sera al Barclays Teatro Nazionale di Milano per dare il benvenuto al 2015 e restare poi fino al 22 febbraio. Quelle finestre sui cortili che permettevano di tenere d’occhio tutto quello che accadeva in quel microcosmo di ringhiere e ballatoi, di battibecchi e complicità, di sotterfugi e solidarietà. E che suonano qui come un efficace stratagemma per vedere e commentare quel che succede in realtà nell’Italia intera, lanciando un messaggio molto chiaro: recuperare la semplicità e lo spirito genuino che animavano i cortili. “E ripartire da lì per aiutare il nostro Paese a superare questo grande momento di difficoltà. Gli italiani non devono abbandonarlo, solo così l’Italia potrà tornare a essere protagonista in Europa” dichiarano, mettendo in scena un’esplosione di italianità tra tarantelle e Festival di Sanremo con consueti e sfarzosissimi omaggi alla rivista anni Sessanta e al tricolore.

E che lo stivale si stia da tempo unendo almeno attorno ai Legnanesi lo dimostra il successo ottenuto da qualche tempo, nonostante il singolare italiandialetto usato in scena (mix di lingua italiana e dialetto lombardo), a Firenze e a Roma, dove il pubblico è arrivato perfino da Campania e Calabria. Per questo, adesso, il nuovo sogno è esibirsi sui palcoscenici napoletani, che qui omaggiano con esilaranti mix di can can e tarantelle. Intanto, al momento, sono richiesti perfino in Argentina, hanno in progetto un film da realizzare in Svizzera e nutrono l’idea di una scuola di teatro dialettale.

Foto: Maurizio Pizzighini