di Grazia Garlando

Adoro i piccoli borghi antichi. Quelli che tra le stradine acciottolate, le piazzette fiorite, le case dalle mura possenti, raccontano in silenzio storie secolari e immortali. Quelli con pochi abitanti che si conoscono tutti come una grande famiglia, sempre in bilico tra il desiderio di aprirsi al mondo e quello di rinchiudersi nella loro rassicurante abitudinarietà. Bastava questo, quindi, a rendermi felice all’idea di andare nella deliziosa Mougins, con il suo minuscolo e fascinoso centro storico arroccato su un’altura nell’entroterra francese alle spalle di Cannes e Nizza: un gioiellino prezioso che conquista al primo sguardo.

Ma stavolta c’era di più, perché lungo quel suo incantevole susseguirsi di salite e discese costeggiate da atelier artistici e intrecciate intorno al bel Museo d’Arte Classica e alla casa di Pablo Picasso che qui trascorse gli ultimi quindici anni della sua vita, si snodava un percorso culinario d’eccellenza a cielo aperto, in uno stretto contatto tra pubblico e chef anche stellati: quello della tredicesima edizione di Les étoiles de Mougins, l’ormai celebre festival internazionale della gastronomia nato nel 2006 in omaggio a Roger Vergé, chef del Moulin de Mougins, e che anno dopo anno va raccogliendo consensi sempre maggiori. Quest’anno sono stati ben 170 gli chef presenti, 130 le ricette realizzate e 3062 i piatti preparati. E oltre 35.000 i visitatori, che si sono aggirati tra dimostrazioni e degustazioni, corsi e concorsi, laboratori e workshop sull’arte della buona cucina e della bella tavola.

C’era davvero di tutto: piatti delle festività cinesi a base di prosciutto al miele e colazioni bielorusse con caviale, salmone e vodka, orecchiette pugliesi e gelati rosè provenzali, ostriche e champagne, crème brûlée e cocktail energizzanti di frutta e verdura fresca. Aggirandomi tra gli stand fianco a fianco nientemeno che del carismatico Chef stellato MOF Philippe Etchebest e del principe Emanuele Filiberto di Savoia, al momento impegnato a vendere pasta italiana on the road in California, ho potuto apprezzare davvero tanto, a cominciare dall’inaugurale brunch sportivo per terminare con la degustazione finale antispreco realizzata con tutto il cibo rimasto. Respirando forte tutti quei colori, profumi e sapori che mi sono gioiosamente rimasti addosso.

Per ulteriori info su questo e altri splendidi borghi in terra di Francia: https://it.france.fr/it