Nel caleidoscopio di popolazioni che compongono la federazione indiana ci sono anche 70 milioni di adivasi, appartenenti a 450 gruppi tribali principali diversi tra loro per stirpe, lingua, cultura, religione e modi di vita, sparsi un po’ in tutta la nazione; confinati in zone marginali e di non facile accesso, mantengono ancora integri antichi costumi, tradizioni e modi di vivere, in villaggi che paiono davvero fuori dal tempo.
Le sperdute vallate dell’estremo nord-est indiano attorno all’alto corso del fiume Brahmaputra, in quell’India diversa e sconosciuta, segreta e remota, visitabile soltanto con permessi speciali in gruppi precostituiti e su percorsi obbligati, ospitano un quinto di tutti gli adivasi locali, concentrati soprattutto nei due stati maggiori, l’Assam e l’Arunachal Pradesh, che preservano intatte centinaia di etnie di origini e lingua mongole e tibeto-birmane, come Apatani, Nishi, Mompa, Naga e Adi.
Qui, dove le religioni tradizionali lasciano spazio all’animismo e il commercio si fonda ancora sul baratto, I Viaggi di Maurizio Levi propone due settimane alla scoperta delle etnie e della natura, con partenza unica da Milano e da Roma il 14 marzo in occasione di un importante festival apatani.
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