25 gennaio 2018 – “E’ un amore frustrato verso il nostro Paese che da dieci anni provo a esprimere occasionalmente in qualche canzone, una storia che ho creduto valesse la pena raccontare attraverso una serie di brani, in un’ambientazione quasi interamente familiare che è quella di casa mia”: così Luciano Ligabue racconta Made in Italy, la sua terza prova da regista (suoi anche soggetto, sceneggiatura e musiche) da oggi al cinema, che arriva vent’anni dopo il primo Radiofreccia e rimette nei panni del protagonista un ottimo Stefano Accorsi vessato da una totale precarietà esistenziale che rispecchia tristemente la realtà italiana.

Una tormentata dichiarazione d’amore verso questo Paese tanto ricco di bellezza quanto povero di generosità, che si lascia vanitosamente ammirare ma centellina vita e futuro, libertà e lavoro, serenità e sentimenti. Nel viaggio di nozze tutto italiano dei due protagonisti – Accorsi-Smutniak -emerge il fascino prorompente di un’Italia bellissima che vorrebbe dare di più ma non riesce, spingendo a cercare fuori da lei un pezzo migliore di vita. Ma intanto, sommessamente, sussurra che a volte basta rialzarsi e riprendere in mano la propria storia per ricominciare a brillare, dicendola con Ligabue, “sotto queste lune qui tutte made in Italy”

Foto: @Chico De Luigi