“Vai col liscio!” Raoul Casadei lo disse per la prima volta nel 1972 sulla pista da ballo delle celebri Rotonde di Garlasco, creando uno slogan diventato immortale.
E c’è da giurarci che lo griderà ancora più forte durante la terza edizione della Notte del liscio, che dall’8 al 10 giugno metterà in scena su piazze, spiagge e lungomare della riviera e dell’entroterra romagnolo una grande festa a ritmo di valzer, polka e mazurka, con le più celebri orchestre della tradizione che insieme a special guest come Paolo Fresu, Lo Stato Sociale e l’Orchestra Popolare La Notte della Taranta, per citarne solo qualcuno, le reinterpreteranno con inedite contaminazioni in chiave contemporanea.

“Il liscio è l’identità della nostra terra, un’allegria che non finisce mai” dichiara Raoul, il mitico re del liscio che sarà sul palco in prima persona in diversi momenti, oltre naturalmente al figlio Mirko, direttore artistico della manifestazione, che con la sua Orchestra sarà anche protagonista della grande anteprima del 7 giugno a Castrocaro Terme per celebrarne i novant’anni di attività, in un festoso spettacolo che ancora una volta risuonerà dei ritmi irresistibili dei suoi brani più celebri, da Ciao Mare alla Mazurka di periferia, da Romagna e Sangiovese a Simpatia, fino all’immancabile Romagna mia, il vero e proprio inno romagnolo ripreso e reinterpretato nel tempo da artisti impensabili come Gloria Gaynor, Claudio Villa, Goran Bregovic e perfino i Deep Purple. E per chi lo vorrà, non mancheranno neppure le lezioni di liscio tenute da Balla con noi, la scuola di ballo ufficiale dell’Orchestra.

“In Romagna siamo praticamente nati ballando, abbiamo dato vita alle canzoni del ballo e le abbiamo portate in tutta Italia – dichiara Mirko – è qualcosa che abbiamo nel dna, nel sangue e nel cuore e ce lo tramandiamo di generazione in generazione, proprio come il senso dell’allegria, dell’ospitalità e dell’accoglienza. Da noi c’è un detto secondo cui quando qualcuno ha sete e bussa a una porta riceve un bicchiere d’acqua dovunque si trovi, ma quando riceve un bicchiere di vino allora significa che è arrivato in Romagna!”