28 febbraio 2019 – Uno Shakespeare rivisitato in chiave pop-rock, con il suo noto teorema sull’amore e sul relativo nonsense umano tra mito, fiaba e quotidianità: è il Sogno di una notte di mezza estate di Paolo Ruffini, da stasera al Teatro Manzoni di Milano fino al 17 marzo insieme a Violante Placido, alle prese con il viaggio onirico del celebre poeta inglese. Ma anche nella vita vera l’attore toscano è sempre intento a fare le valigie, tanto più che il suo lavoro non gli lascia troppa scelta.

Fortuna che amo tantissimo viaggiare, e che la destinazione è quasi sempre l’Italia, che adoro. Il resto del mondo sarà anche bellissimo, ma il fascino di ogni nostra regione credo sia davvero unico. E a furia di muovermi ho imparato che anche una tratta Milano-Roma, se vissuta non come uno spostamento ma come un viaggio, diventa piacevolissima.
Quindi scegli il Belpaese anche per le tue vacanze?
Assolutamente sì. La mia vacanza ideale consiste nell’imboccare l’autostrada e svoltare alla prima uscita che ancora non conosco. E’ così che mi sono sempre imbattuto in luoghi meravigliosi di cui nemmeno immaginavo l’esistenza. Ad esempio, sull’Autostrada del Sole, all’area di servizio Cantagallo, c’è una piccola chiesa che pochissimi conoscono. E’ nata negli anni Cinquanta ed è sempre aperta, giorno e notte. Ogni volta che mi trovo a passare da quelle parti non riesco a non fermarmi, c’è un’atmosfera magica che fa sembrare di essere in un altro mondo. Si respirano pace, rispetto, raccoglimento.
E un posto dove restare più a lungo, invece?
Ho avuto modo di girare interamente l’Umbria, un vero paradiso per chi come me ama mangiare bene e andarsene a esplorare luoghi incredibili.
Però hai lasciato la tua Livorno, poco lontano da lì, per stabilirti a Milano…
Sì, ma praticamente senza averlo programmato. Avevo un semplice appuntamento di lavoro, dovevo fermarmi soltanto una notte in hotel. Poi il discorso è andato per le lunghe, e un giorno dopo l’altro, alla fine mi sono trovato a comprare casa!