27 febbraio 2014 – Nella nuova e coloratissima favola musicale della Compagnia della Rancia “Cercasi Cenerentola”, di Saverio Marconi e Stefano D’Orazio, da stasera al Teatro della Luna di Milano fino al 16 marzo per poi proseguire in tutta Italia fino a maggio, è l’esilarante principe “azzurrissimo” del fantasioso regno di Microbia, che si estende dal Danubio all’Arno, da cui infine fugge per realizzare il suo sogno di andar per mare insieme alla sua dolce Cenerentola. Un desiderio, quello del viaggio, che Paolo Ruffini vive anche nella vita vera. Tanto più che il suo lavoro non gli lascia troppa scelta.

Se non amassi viaggiare non so come farei: l’anno scorso sono stato a casa sedici giorni in tutto l’anno! Fortuna che la destinazione è quasi sempre l’Italia, che adoro. Il resto del mondo sarà anche bellissimo, ma il fascino di ogni nostra regione credo sia davvero unico. E a furia di muovermi ho imparato che anche una tratta Milano-Roma, se vissuta non come uno spostamento ma come un viaggio, diventa piacevolissima.
Quindi scegli il Belpaese anche per le tue vacanze?
Assolutamente sì. La mia vacanza ideale consiste nell’imboccare l’autostrada e svoltare alla prima uscita che ancora non conosco. E’ così che mi sono sempre imbattuto in luoghi meravigliosi di cui nemmeno immaginavo l’esistenza. Ad esempio, sull’Autostrada del Sole, all’area di servizio Cantagallo, c’è una piccola chiesa che pochissimi conoscono. E’ nata negli anni Cinquanta ed è sempre aperta, giorno e notte. Ogni volta che mi trovo a passare da quelle parti non riesco a non fermarmi, c’è un’atmosfera magica che fa sembrare di essere in un altro mondo. Si respirano pace, rispetto, raccoglimento.
E un posto dove restare più a lungo, invece?
Di recente ho girato tutta l’Umbria, un vero paradiso per chi come me ama mangiare bene e andarsene a esplorare luoghi incredibili.
Però hai lasciato la tua Livorno, poco lontano da lì, per stabilirti a Milano…
Sì, ma praticamente senza averlo programmato. Avevo un semplice appuntamento di lavoro, dovevo fermarmi soltanto una notte in hotel. Poi il discorso è andato per le lunghe, e un giorno dopo l’altro, alla fine mi sono trovato a comprare casa!