Sono il simbolo più sacro e indiscusso del Natale. Capaci, nella loro solennità, di ispirare quella creatività tutta italiana che va ad attingere dalla nostalgia, dall’avanguardia, dall’ambiente, dalla storia. Sempre, immancabilmente, nel nome della suggestione.
Ecco alcuni presepi davvero imperdibili.

Bressanone (BZ): la collezione della Hofburg. La grandiosa collezione permanente di presepi natalizi e liturgici con figure dipinte, scolpite, modellate e vestite del Museo Diocesano nella Hofburg, il Palazzo Vescovile, svetta sul Natale della città altoatesina affiancata da altri cinque a grandezza naturale sparsi nel centro storico e dieci nelle vetrine, a rendere ancora più suggestiva l’atmosfera festiva fatta di rorate – messe votive in Duomo all’alba a lume di candela con coro e musicisti celebrate ininterrottamente da inizio Seicento – e illuminata da candele, fiaccole e lanterne ovunque, oltre alla nuova Via Illuminativa, percorso di dodici installazioni luminose artistiche che si accende il 13 dicembre con Santa Lucia. Anche addolcita dal profumo dello Zelten, il tipico dolce natalizio altoatesino di noci e frutta secca tradizionalmente cotto il 21 dicembre e consumato il 26 in famiglia.

Bellaria-IgeaMarina (RN): di sabbia e di ghiaccio. Centoventi tonnellate di sabbia e un maxischermo ledwall per impreziosirlo con una scenografica rotazione di sfondi l’uno, 2.520 kg di ghiaccio con statue alte fino a due metri per rappresentare la vitalità, la diversità, la cura e l’abbraccio l’altro, i monumentali e scultorei presepi della località romagnola guidano il progetto natalizio di installazioni urbane che comprende anche il presepe marinaro lungo la banchina del porto canale, l’esposizione pittorica L’arte nel cuore di artisti locali all’interno dei tini, la fiabesca Snow Globe e l’Albero dei desideri, oltre a quadri in pvc raffiguranti l’allegria dell’estate davanti alle saracinesche abbassate dei locali commerciali.

Rango (TN): il borgo nel borgo. Allestito sulla fontana della piazza centrale, il vecchio abbeveratoio per le pecore del caratteristico borgo contadino in quel di Comano, tra il lago di Garda e le Dolomiti di Brenta, il presepe artigianale fatto interamente a mano riproduce minuziosamente il borgo stesso con la piazza, le case, le scalinate, i ballatoi e tutti i relativi dettagli architettonici, avvolgendo la Natività con scene del mondo contadino e dei vecchi mestieri locali, come l’arrotino, l’impagliatore di sedie, il calzolaio, l’ombrellaio, oltre ai tanti altri presepi piccoli e grandi degli artigiani locali allestiti tra volt, androni, stalle e vicoli che riportano alle antiche tradizioni della vita agreste del borgo.

Conzano Monferrato (AL): dietro alle finestre. Il Presepe d’Autore tradizionalmente collocato in Villa Vidua, insieme alla mostra Divin Bambino con statuette del Bambinello dall’epoca barocca ai giorni nostri, si sposta in parte dietro alle finestre illuminate delle case, diventando parte integrante del percorso natalizio Una promenade des artistes con le sue opere dedicate alla Natività tra immagini, stendardi e drappi rossi che decorano le dimore; nella Sala dei Convegni campeggia invece la parte maggiore del presepe, quella artigianale in ceramica della Thun con oltre un centinaio di figure. Nei pressi, sui Percorsi Morbelliani del maestro del divisionismo Angelo Morbelli, i Percorsi Presepiali mescolano installazioni, quadri e pannelli di artisti noti e artisti locali anche dilettanti, particolarmente suggestivi all’imbrunire con le luci notturne.

Sutrio (UD): di legno en plein air. Dislocati tra cortili, davanzali, portici, strade e piazze dell’antico borgo friulano ai piedi dello Zoncolan, nelle Alpi Carniche, e realizzati sia da artisti e artigiani che dagli abitanti stessi, oltre cinquanta presepi di ogni foggia e dimensione danno vita alla tradizionale rassegna natalizia Borghi e Presepi, il cui cuore è il “Presepio di Teno”, esposto in una vecchia casa, che riproduce minuziosamente usi, costumi e mestieri tradizionali del paese – come la fienagione e la discesa del fieno a valle su gerle e slitte, la filatura e tessitura, il lavoro al mulino e alla segheria, il trasporto del corredo nuziale nella nuova casa della sposa – animati meccanicamente da figure in movimento, acqua corrente nei ruscelli, alternanza di giorno e notte.