L’enogastronomia si conferma un importante driver: la percentuale degli interessati cresce costantemente, e nel 2018 emerge che ben il 45% dei turisti italiani negli ultimi tre anni ha intrapreso un viaggio con questa motivazione, con il 98% che ha partecipato ad almeno una attività di questo genere nel corso di un viaggio.

E’ quanto emerge dal RAPPORTO SUL TURISMO ENOGASTRONOMICO ITALIANO 2019, la più completa e autorevole ricerca sul settore messa a punto dall’esperta Roberta Garibaldi, che restituisce un quadro dettagliato di questo segmento turistico e ne delinea le principali tendenze dal punto di vista della domanda e dell’offerta.

Chi sono i turisti enogastronomici italiani?
Sono generalmente sposati o conviventi e provengono da tutto il Paese, in particolare dall’Italia meridionale: qui, infatti, la propensione a viaggiare con motivazioni legate all’enogastronomia arriva al 52%, contro un 47% del Centro Italia, un 41% del Nord Ovest e un 39% del Nord Est. Questo segmento turistico interessa tutte le generazioni, a cominciare dagli appartenenti alla Generazione X (i nati tra il 1965 e il 1980) e dai Millennials (1981-1998): il 47% dei primi e il 46% dei secondi ha dichiarato di avere svolto viaggi di natura enogastronomica, con un incremento di interesse dei Millennials dell’86% su base annua, i quali prediligono destinazioni dove quest’offerta è ampia e diversificata e si integra sia con un contesto di particolare pregio paesaggistico, sia con un’identità culturale forte e radicata nella popolazione residente. Ad affermarsi è quindi il concetto di “paesaggio enogastronomico”, ovvero quell’insieme di cultura, persone, ambiente, attività e prodotto tipico che il turista italiano prende sempre più in considerazione quando sceglie una destinazione.

Cresce la partecipazione alle esperienze enogastronomiche, anche fra i turisti generalisti
Il 98% dei turisti italiani ha partecipato ad almeno una esperienza enogastronomica nel corso di un viaggio compiuto negli ultimi tre anni. Fra le più popolari figurano, oltre a gustare prodotti tipici, visitare un mercato (82%) e recarsi presso bar e ristoranti storici (72%). Grande interesse suscitano le visite ai luoghi di produzione, primi tra tutti le aziende agricole (62%) che registrano un tasso di interesse maggiore rispetto alle cantine (56%). Dati che indicano, in confronto al 2017, un sostanziale aumento del numero di italiani che vi ha partecipato: gli incrementi maggiori si registrano per quelle culinarie nei ristoranti e bar storici (+16%), gli eventi legati al cibo (+16%), la degustazione di piatti tipici in un ristorante del luogo (+15%) e la visita ad aziende agricole e vitivinicole (+15%); a seguire i mercati (+13%) e i ristoranti etnici (+12%). A livello complessivo, la differenza media tra desiderio e fruizione si attesta intorno al 22% della totalità dei turisti, e tende a essere più accentuata per alcune esperienze: in particolare, la visita a fabbriche del cioccolato (in cui il gap tra desiderio e fruizione si attesta sul 54%), pastifici (39%) e viaggi enogastronomici di più giorni organizzati da un’agenzia (36%).

Gli italiani preferiscono fare questi viaggi in Italia: Sicilia e Toscana le regioni più amate, Spagna e Francia all’estero
Il 92% dei turisti enogastronomici che ha intrapreso un viaggio con questa motivazione primaria negli ultimi tre anni ha scelto una località del Belpaese. Di questi, solo il 17% è stato anche all’estero, mentre il rimanente 8% l’ha fatto esclusivamente in un paese straniero. Fra le regioni più apprezzate dai turisti italiani figurano Sicilia, Toscana ed Emilia Romagna, mentre Napoli, Roma e Firenze sono le città che hanno riscosso il maggior consenso. Per quanto riguarda l’estero, Spagna e Francia sono i paesi più graditi dagli italiani, con Parigi, Barcellona e Madrid indicate tra le città straniere. Tra i turisti enogastronomici, le regioni più amate sono invece Sicilia, Toscana e Puglia.

Gli italiani vogliono un museo nazionale dedicato all’enogastronomia
Il 68% dei turisti italiani vorrebbe che l’Italia avesse un museo nazionale dedicato alla sua ricchezza enogastronomica, a conferma del fatto che questo segmento possiede sì una componente legata al piacere di degustare prodotti e pietanze tipiche di un luogo, ma rappresenta a pieno titolo anche una forma di turismo culturale.

Anche all’estero l’offerta eno-gastro-turistica è apprezzata
L’indagine condotta su 99 Tour Operator stranieri che hanno partecipato alle due principali fiere italiane del settore (Good Italy 2017 Workshop e BITEG 2017) mostra un interesse verso l’Italia del cibo e del vino. 61 Tour Operator (ossia il 62%) hanno nella propria offerta pacchetti a tema enogastronomico con destinazione l’Italia: la maggior parte è costituita da tedeschi (23%) e statunitensi (18%). Tra le mete maggiormente proposte spiccano la Toscana (presente nel catalogo di offerta del 72% degli operatori considerati) e il Piemonte (59%).

E l’Italia cosa sa e può offrire?
825 prodotti agroalimentari e vitivinicoli a Indicazione Geografica, 5.056 Prodotti Agroalimentari Tradizionali, 4 beni enogastronomici inseriti nella lista del patrimonio tangibile e intangibile dell’UNESCO, 2 città creative UNESCO dell’enogastronomia, 334.743 imprese di ristorazione, 875 ristoranti di eccellenza, 23.406 agriturismi che offrono servizi di alloggio, ristorazione e altre proposte turistiche, 114 musei legati al gusto, 173 Strade del Vino e dei Sapori. A ciò si aggiungono una molteplicità di esperienze a tema, come visite e degustazioni nelle cantine, nei birrifici e nei frantoi, sagre e feste enogastronomiche, esperienze di social eating e cooking class che trovano uno spazio sempre maggiore nell’offerta degli intermediari tradizionali e online. Una proposta consistente in termini numerici che nell’ultimo anno è cresciuta, anche se in modo non significativo per tutte le tipologie, e che riflette la ricchezza e la varietà del patrimonio eno-gastro-turistico-italiano, da Nord a Sud, nelle maggiori città così come nei luoghi periferici.