Ultimamente si è divisa tra l’Italia e New York, per presentare sia il suo ultimo album In Limine (Imagina Prod./Edel), sia la seconda edizione del suo libro-saggio d’esordio La voce e il Talent Show (Ed. Albatros). E infatti da qualche tempo è proprio la travolgente metropoli americana la città che le è entrata maggiormente nel cuore.

La prima volta l’impatto è stato molto forte: New York è una sorta di frullatore che ti travolge e ti stordisce. Poi ho iniziato a vivere il suo cuore musicale, entrando nei suoi ritmi, stringendo legami professionali e artistici, vivendo le esperienze dei concerti e del lavoro in studio. E adesso, ogni volta che ci torno, mi sembra un po’ di ritrovare casa, gli amici da riabbracciare, i club preferiti da frequentare. Sempre però proiettati verso nuove esperienze e nuova crescita, come solo New York è in grado di regalare. Del resto, uno dei motivi per cui amo profondamente il mio lavoro è proprio la grande opportunità che mi offre di viaggiare. Ed è proprio questo il senso del viaggio.
Vale a dire?
Per me significa soprattutto scoperta, arricchimento e cambiamento, un’occasione unica per crescere, mettersi in gioco e migliorarsi. E quindi, la curiosità di conoscere luoghi, persone, usanze e tradizioni di un nuovo paese mi da sempre una grande adrenalina: quando so di dover partire, sia per vacanza che per lavoro, comincio a pensare a quali nuove sorprese mi riserverà il posto in cui andrò e a quali nuovi tesori porterò con me al ritorno. E poi provare nuovi gusti, nuovi profumi, nuovi ritmi anche molto lontani e diversi da noi ci mette alla prova e ci fa un po’ riscoprire le nostre origini e le cose che davvero amiamo di più.
Non ti stanchi mai?
Per niente! Anzi, quando penso al mio futuro mi vedo così, in continuo movimento, alla ricerca di quel qualcosa in più che ti rende la vita un’esperienza di cui godere ogni giorno.