di Grazia Garlando

L’aria di Sorrento ha il profumo dolce degli agrumi, e il tepore di un’estate che pare eterna. La vista si spalanca sul panorama spettacolare di imponenti falesie tufacee alte 60 metri che affondano nella trasparenza smeraldina del mare. Lì davanti, la maestosità del Vesuvio e l’immensità di Napoli, la vivacità di Ischia e la tipicità di Procida; all’interno, le stradine brulicanti di botteghe tipiche costeggiate da alberi di aranci e di limoni, e una vitalità che mette allegria al solo passaggio.

Qui l’11 marzo 1544 nacque il poeta Torquato Tasso, in un’ex dimora patrizia trasformata nel 1812 nel lussuoso Imperial Hotel Tramontano, che nel tempo ha ospitato personalità come Goethe e Byron, Shelley e Lamartine, Keats e Leopardi, ispirato a Ibsen la scrittura sorrento dolce vita 2di “Spettri” e a Giambattista De Curtis quella del celebre brano “Torna a Surriento”, scritto sulla fascinosa terrazza mare affacciata sull’orizzonte.
E qui Tasso vive ancora nella piazza principale a lui intitolata, attraverso un suo busto sapientemente collocato in posizione strategica da cui pare osservare attentamente tutto quello che accade. Così come vive ancora Sant’Antonino, il principale tra i cinque patroni cittadini (pochini, se si pensa che Napoli ne conta ben 57!), tanto che la Basilica a lui dedicata nell’omonima piazza rappresenta il principale luogo di culto sorrentino nonostante la presenza poco più in là della Cattedrale. Di fronte, un monumento che lo ritrae immancabilmente con un pesce sotto al piede sinistro: la leggenda racconta, infatti, che il monaco benedettino salvò miracolosamente un bimbo da un pesce che lo stava divorando. Uno dei suoi tanti miracoli, a giudicare da quelli rappresentati negli ovali affrescati lungo la navata della Basilica, nonché dagli insoliti ex voto riguardanti una quantità di naufragi conservati nella cripta sottostante, che custodisce il suo corpo e che è caratterizzata anche da una serie di colonne tutte diverse l’una dall’altra.

sorrento dolce vita 3Proprio come i differenti archi, acuti e a tutto sesto, che orlano lo splendido chiostro duecentesco in tufo locale della vicinissima chiesa di San Francesco, con al centro il maestoso albero del pepe, e che moltissime coppie, soprattutto straniere, scelgono frequentemente per unirsi in matrimonio; forse grazie anche alla romantica vista offerta dagli adiacenti giardini pubblici della Villa Comunale sull’intero Golfo di Napoli, oltre che sul porto di Marina Piccola da dove partono i collegamenti con tutte le isole. L’altro luogo prescelto per pronunciare il sì è l’incantevole parco, sempre affacciato sul golfo, del Museo Correale di Terranova, antica masseria seicentesca in cui la famiglia omonima ha raccolto diverse collezioni di arte privata: quadri, mobili, arredi, porcellane, intarsi e reperti archeologici locali. Ma è fuor di dubbio anche l’alto valore artistico della Cattedrale quattrocentesca dedicata ai SS. Filippo e Giacomo con il campanile colorato, che grazie ai suoi tradizionali legni intarsiati ne è addirittura considerata una sorta di museo (nonostante la presenza, nei pressi, del Museo Bottega della Tarsia Lignea), e che sfoggia al suo interno un tipico e spettacolare presepe napoletano con Gesù Bambino venuto alla luce sotto le rovine di un tempio pagano, attorniato da una folla di personaggi in abiti settecenteschi impegnati negli antichi e tradizionali mestieri.

sorrento dolce vita 4Così, tra il superbo Sedile Dominova, gioiello trecentesco dove un tempo si riunivano i nobili per discutere della gestione cittadina, e che conserva ancora perfettamente i suoi affreschi settecenteschi; l’inquietante Vallone dei Mulini a strapiombo su un dirupo verdeggiante dove ancora incombe il rudere di un vecchio mulino funzionante fino ai primi dell’Ottocento; il delizioso e caratteristico borgo di pescatori di Marina Grande dove pare sempre di poter incontrare Sofia Loren e Vittorio de Sica impegnati nelle riprese del celebre film Pane, amore e…, i 2600 anni del popolo sorrentino si svelano in tutta la loro lunghissima e amabile storia di navigatori indomiti, al tempo stesso veraci e raffinati, accoglienti e guasconi. Amanti instancabili del gusto della vita saporito come i loro gnocchi alla sorrentina, corposo come i cannelloni, dolcissimo come le delizie al limone. Penetrante come la penisola omonima che si allunga nel mare con il promontorio di punta Campanella separando il Golfo di Napoli da quello di Salerno, e le due rispettive, incantevoli costiere. Entrambe terre di colori, di profumi e di sapori. Entrambe, terre di autentica vita.

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Dove mangiare:
– Tutte le più tipiche e gustose specialità gastronomiche locali, dagli antipasti ai dolci, alla Trattoria Da Emilia, piccolo locale casereccio nel borgo di pescatori di Marina Grande dove si mangia praticamente con i piedi in mare
– Piatti tipici in chiave gourmet al Ristorante Caruso, una sorta di museo di grande atmosfera interamente dedicato all’indimenticabile tenore napoletano
– I tradizionali cannelloni locali (ma anche molto altro) nei fiabeschi giardini all’ombra di alberi di aranci e limoni dell’antico Ristorante ‘o Parrucchiano La Favorita, fondato nel 1868 dal seminarista Antonino Ercolano che inventò proprio qui questi tipici fazzoletti di pasta arrotolati con pomodoro e carne

sorrento dolce vita 7Sorrento ha appena ospitato il secondo Forum Internazionale Turismo e Cultura, promosso e organizzato dalla Fondazione Biagio Agnes e dedicato alle strategie per la destagionalizzazione del turismo e alla crescente incidenza dei social media nel settore. “Destagionalizzare significa poter offrire ai turisti in qualunque momento dell’anno le stesse eccellenze e qualità dei servizi, a prezzi inferiori a quelli dell’alta stagione” ha affermato il sindaco Giuseppe Cuomo. “L’Italia è un museo diffuso, dobbiamo valorizzare le piccole realtà e migliorare le grandi, evidenziare le loro offerte culturali, artistiche, naturalistiche e gastronomiche – ha sottolineato il Sottosegretario di Stato del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Dorina Bianchi, mettendo in luce la necessità di una strategia nazionale per destagionalizzare e delocalizzare il turismo – Siamo ricchi di siti Patrimonio dell’Umanità Unesco, abbiamo il pomodoro, la pasta e la pizza apprezzatissimi in tutto il mondo, proponiamo percorsi sostenibili a piedi, in bici o sui treni storici. E’ fondamentale mettere a punto una strategia turistica flessibile relativamente alle esigenze ambientali e all’offerta proposta”.

Info:
www.sorrentotourism.com
www.comune.sorrento.na.it