5 gennaio 2018 – Chi avrebbe mai detto che un giorno i Legnanesi sarebbero andati a Napoli? A cantare Malafemmena, O’ sole mio e Funiculì Funiculà, a ballare la tarantella, a scoprire il Vesuvio, a scontrarsi con boss di quartiere e furbetti del gioco delle tre carte?

E’ un vero e proprio omaggio alla napoletanità e a Totò, di cui ricorrono i cinquant’anni dalla scomparsa, il nuovo spettacolo della celeberrima compagnia lombarda Signori si nasce… e noi?, da questa sera al Teatro della Luna di Milano dove resterà fino al 4 marzo per poi proseguire ancora a lungo anche fuori dai confini regionali. E chissà che questa volta le voci della loro irresistibile comicità che strappa risate a non finire non arrivino finalmente a incuriosire anche proprio il capoluogo campano, non ancora disponibile ad accoglierli perché, dicono i protagonisti, “a Napoli sono restii ad aprire i teatri a compagnie non locali e a guardare oltre Eduardo De Filippo”.

Intanto loro la mettono amabilmente in scena, con le sue tradizioni, la sua passionalità, la sua veracità. E sull’onda di una storia esilarante di innamoramenti e tradimenti, vendette e gelosie, affetti e passioni (il fedelissimo Giovanni-Luigi Campisi lascia la sua Teresa-Antonio Provasio per amore della proprietaria dell’eterno cortile, mentre la figlia Mabilia-Enrico Dalceri trama per riunirli), raccontano con la semplicità autentica e convincente che li contraddistingue che, comunque sia, signori si nasce e non si diventa. E forti di un’incredibile capacità di improvvisazione, di risate spontanee insieme al pubblico, di una naturalezza da premio Oscar, la complicità vincente dei tre straordinari protagonisti trionfa nella citazione dell’Inno di Mameli “Dall’Alpi alla Sicilia, dovunque è Legnano”. E tutto si spiega.