Cosa mangiavano i Vichinghi? Le ricerche parlano prevalentemente di selvaggina alla brace, o cotta a bassa temperatura. E siccome a Milano, a un passo dalla Darsena e dalla movida dei Navigli, ha aperto un ristorante dedicato proprio alla cucina di questi antichi e affascinantissimi popoli nordici, non ho resistito all’idea di andare a verificare, assaggiare, sperimentare.
Tanto più che il suo nome, Valhalla – La brace degli dei, evoca già da sé scenari epici e suggestivi. Confermati dalle altrettante suggestioni del locale, che mette in scena il contrasto tra luminose stanze dorate e arcani boschi oscuri, in rimandi iconici che oscillano tra elmi, scudi e lance da un lato, e muschi, licheni e radici dall’altro, nell’intento di raccontare una storia antica offrendo un’esperienza completa della misteriosa cultura norrena, basata su culto, natura, viaggio e ignoto.

Comunque, è proprio così: sulla grande social table della stanza della luce dove condividere pienamente il loro spirito cameratesco, e sui tavoli più raccolti di quella oscura protetti da tende e tessuti, è scesa in campo, modernamente reinterpretata, tanta carne (e non solo selvaggina), la cui antica cottura alla brace o bollita è stata riproposta con le tecniche più attuali: carrè di cervo e carpaccio di manzo, back ribs e Tomahawk irlandesi e cosce d’anatra francesi, solo per citare le principali, accompagnate da idromele, birre artigianali e chicche vinicole di piccoli produttori. Non manca comunque qualche proposta di pesce e vegetariana, in un menu stagionale che cambia spesso. Ma se dovete fare un’esperienza, fatela tutta. Tanto più che questa vale davvero.

 

Valhalla, la brace degli dei
via Gaetano Ronzoni 2, 20123 Milano
Aperto da lunedì a sabato dalle 19.00 alle 23.00, domenica dalle 12.00 alle 15.00