E' di nuovo Natale. Nonostante tutto.

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E’ di nuovo Natale. Il mondo intero torna a indossare i vestiti della festa, a brillare di luce, a profumare di dolci speziati, a celebrare tradizioni, a liberare la fantasia. Purché sia favola e magia, amore e calore. Che si ceni alle Terme di Merano nelle Kugln Terme, grandi sfere natalizie colorate con tavolo rotondo e ambientino intimo, o al Camping Alpe di Siusi all’aperto intorno al falò delle streghe tra fondute di carne e formaggio e canti natalizi, vin brulè e dolcetti locali, poco importa. Che si alzi lo sguardo verso lo scintillante abete di Innsbruck (foto apertura) coperto di 170.000 cristalli Swarovski, o che si scenda nel mercatino sotterraneo della grotta di Fluweel a Valkenburg, la città natalizia dell’Olanda, dove si incontra anche Babbo Natale con slitta e renne, pure.

Del resto, Babbo Natale è anche a Riva del Garda, nella sua casa presso la Rocca, dove quest’anno ha aperto l’Accademia degli Elfi per diplomare tutti i piccoli aspiranti folletti tra merende, giocattoli, letterine e racconti fiabeschi sul lettone rosso; o a Disneyland Paris, dove sfila sulla sua slitta tra giocattoli animati e musiche natalizie, e dal suo ufficio postale risponde a casa alle letterine dei bimbi, avendo già realizzato i sogni di tanti bambini di associazioni benefiche di tutta Europa.
Importa poco anche che si scelga la frenesia di New York con il viaggio Eden Made che snocciola, l’uno dopo l’altro, il celebre quartiere afro-americano Harlem, la Messa Gospel, la minicrociera notturna nella baia, la salita all’Empire State Building, lo spettacolo a Broadway, la gita in elicottero su Manhattan, il relax a Central Park; o piuttosto la nuova area romana delle Terme austriache di Loipersdorf, in Stiria, tra creme ai petali di rosa, pozzi dell’energia, lettini infrarossi e spazi per l’anima in cui ritrovare l’armonia con se stessi; o ancora il calore di una fattoria dell’Associazione Vacanze in Agriturismo della Carinzia, dove insieme ai padroni di casa si contribuisce ai riti della tradizione, come accendere le candele della Corona dell’Avvento, creare decori per l’albero con pigne, paglia e rami di pino, cucinare pane alla frutta e mele alla cannella, cercare nei boschi innevati l’abete da ergere in fattoria, partecipare alla Santa Messa vestiti in abiti tradizionali e prodighi di abbracci calorosi. Perché la tradizione è anche a Cipro, con la preparazione dei pani speziati e delle Yennopittes al sesamo, i bambini che bussano alle porte per cantare le kálanda (canzonette in rima annunciatrici dell’Avvento), la bevuta in compagnia di zivania (forte acquavite cipriota) con frutta secca e pasticcini; e in Polonia, con il fieno posto sotto la tovaglia e l’inizio del cenone alla comparsa in cielo della prima stella, lasciando un posto libero a tavola per accogliere simbolicamente in famiglia chi è solo e senza casa, e poi il barszcz (minestra di barbabietole rosse) e il kisiel (gelatina di frutta).

Chissà, forse per sentirsi addosso il Natale basterebbe anche raccogliersi davanti al presepe di ghiaccio di Graz, 50 tonnellate che sembrano cristallo, a quello di sabbia di Lignano Sabbiadoro, o a quello subacqueo del Sea Life Jesolo nella vasca che riprende l’ambiente dell’Oceano Indo-Pacifico, visitato da Stelle dalle Punte Rosse, Ricci Diadema, Pesci Cardinali, Castagnole Tropicali e Gobbi Pulzella; o ai tanti disseminati tra Rimini e dintorni, da quelli di sabbia a grandezza naturale agli etnici dal mondo, dal galleggiante al sommerso, da quelli viventi e itineranti ai marinari nelle conchiglie o su barche d’epoca.
Quel che conta, alla fine, è che ancora una volta sia Natale. E che ancora una volta il suo spirito abbia una voglia prepotente di emergere. Più forte di tutto e nonostante tutto. Buon Natale!

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