Sapevate che Charles Baudelaire amava pranzare allo stellato Tour d’Argent di Parigi, che all’epoca altro non era che un ristorantino di quartiere? Che Marcel Proust nutriva una passione viscerale per le dolci e soffici madeleines, tipiche di Commercy? Che Jean Cocteau era un habitué del lussuoso Grand Véfour nonché grande amico dello chef Raymond Oliver, che scrisse proprio per lui il libro “Recettes pour un ami”? O che Alexandre Dumas fosse un fine gourmand e autore del “Gran dizionario di cucina”, una raccolta di ben tremila ricette, curiosità e scoperte?

Parigi – Ile de France, itinerari tra le case-museo

E’ un legame dalle radici profonde e i risvolti curiosi quello tra la Francia e i suoi artisti più celebri, che da sempre incarnano una delle maggiori attrattive e chiavi di lettura nella scoperta del territorio e della sua storia. A cominciare proprio da Parigi-Ile de France, la regione della capitale, dove tre suggestivi itinerari attraverso le storiche dimore, ora case-museo, e i verdi paesaggi circostanti di altrettanti protagonisti dell’arte francese, regalano un inedito e interessante punto di vista per visitare la Ville Lumière e il suo territorio.

Casa di Rosa BonheurCasa di Jean Cocteau
Si può cominciare con la casa-atelier della pittrice Rosa Bonheur a Thomery, ai margini della foresta di Fontainebleau, dove visse e dipinse per quarant’anni, dal 1859 fino alla morte avvenuta nel 1899. Per poi proseguire con quella del poeta-artista-regista Jean Cocteau a Milly-la Forêt, nell’Essonne, dove abitò fino al suo ultimo giorno di vita nel 1963. E terminare con il castello dello scrittore Alexandre Dumas sulla collina di Port-Marly, il castello di Monte Cristo in stile rinascimentale circondato da un immenso parco verde fortemente voluto dall’autore de “I Tre Moschettieri” e del “Conte di Montecristo”.

Il coronamento dell’itinerario è naturalmente nella capitale, sulle tracce del poeta e scrittore parigino Charles Baudelaire, che in questo duecentenario della sua nascita rivive nei suoi luoghi più evocativi, come la Senna, dove sul Quai Voltaire si trova una delle sue numerose dimore oggi trasformata in hotel, e il moderno distretto La Défense, fino al cimitero di Montmartre dove riposa. Sotto i cieli di una Parigi ottocentesca che ancora permane e che chiede di essere scoperta rigorosamente a piedi come un vero flaneur, il passeggiatore lento e ozioso che lui amava essere. Emozionandosi ogni volta per tanta sublime bellezza.

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