Gli amanti del caffè possono vivere un’insolita esperienza percorrendo la peruviana Ruta del Café, itinerario che parte dalle provincie di Chanchamayo e di Satipo per andare alla scoperta delle zone di produzione del cosiddetto “oro verde”: situate nel dipartimento di Junín dove si produce circa il 34% dell’intera produzione del Paese, conducono poi alle principali piantagioni del caffè organico peruviano percorrendo una strada completamente asfaltata, circondata da paesaggi popolati da un’incredibile varietà di flora e fauna.
A Villa Rica, nel cuore della selva di Pasco, è anche possibile prendere parte alle diverse fasi di lavorazione, dalla selezione, alla miscela, alla tostatura; qui a fine luglio si svolge il Festival del Caffè, mentre in tutto il Paese il 27 agosto si celebra la Giornata del Caffè peruviano.
Il prezioso chicco rappresenta infatti una consistente fonte di reddito per migliaia di piccoli agricoltori locali che ne esportano circa il 95% in mercati esteri grazie all’alta qualità, aroma e sapore; attualmente, inoltre, circa il 30% della produzione è certificata come sostenibile, e oggi il Perù vanta il maggior numero di Rainforest Alliance Certified piantagioni di caffè nel mondo.
Lasagne vegane e roll di verdure, hamburger di tofu e hummus di melanzane e ceci, couscous di verdure e pinzimonio fresco, piadine con pollo speziato e insalata di ceci: dopo l’apprezzato debutto estivo, proseguono anche nella stagione autunnale gli appetizer e i finger food all’insegna delle specialità etniche proposte da 55 Milano per l’aperitivo nelle sue isole gastronomiche, che continuerà a essere servito anche sull’ampia terrazza fino a novembre inoltrato. Tante anche le serate a tema a cadenza settimanale, che vanno dal sushi e altre tipicità giapponesi il mercoledì alla pasticceria il venerdì, dal narghilè del martedì al vino del giovedì, fino alla cucina da tutto il globo della domenica. E per chi preferisce una vera e propria cena, il Bistrot propone ogni sera un angolo gourmet con menù a la carte, magari da proseguire con il dopocena lounge con musica dal vivo, iniziative a tema e spettacoli. Un giro del mondo in chiave food, insomma, in questo ex deposito ferroviario di fronte alla vecchia stazione della Bullona con i suoi mille mq openspace dominato dal solenne bancone cubano in legno di noce e dall’imponente lampadario del primo Novecento. Perché l’anima del viaggio brilla più che mai anche all’interno di un piatto tipico. E accende inevitabilmente scintille di gusto. 55 Milano Via Piero della Francesca 55, Milano Aperto da lunedì a domenica dalle 18.00 alle 3.00
Adoro la cucina siciliana. E anche quella valdostana e pugliese, campana e ligure. Penso sempre un po’ meno, invece, a quella della mia Lombardia. Ingiustamente. Perché se è sicuramente meno celebre e celebrata di tante altre, non è però meno gustosa, meritevole e ricchissima di piatti tradizionali di lungo corso. E allora perché non riportarla proprio sulle tavole natalizie, schierando in campo tutti i piatti locali tipici di queste feste – ma non soltanto – dall’antipasto al dolce?
Se non avete ancora fatto la spesa di Natale, che in questa regione si celebra tradizionalmente con il pranzo del 25 dicembre, puntate su un intero menù lombardo doc. Che si rivelerà una sorpresa davvero inaspettata.
Pronti a entrare in cucina?
L’antipasto: i salumi
Sbizzarritevi con i numerosi salumi lombardi rigorosamente IGP o DOP oppure presidi slow food. Vanno bene tutti, l’importante è che non manchi il Violino di capra della Valchiavenna, in quel di Sondrio, prodotto artigianalmente con coscia e spalla di capra secondo procedimenti tradizionali e tagliato direttamente a tavola poggiandolo sulla spalla, con un gesto che ricorda un violinista all’opera grazie anche alla forma stessa del prodotto.
I primi: la pasta farcita
Servita in brodo di cappone, come per gli agnolini mantovani ripieni di carne (manzo, salamella, pancetta), o condita con burro e salvia, come con i ravioli di ricotta o di carne, lascia spazio però anche a tante variazioni territoriali. Come i tortelli di zucca mantovani dal ripieno agrodolce (zucca, mostarda e amaretti), i casoncelli bergamaschi farciti con carne macinata, salsiccia, pan grattato, uova e parmigiano oppure con patate, salame e spezie, o i bertù della Valseriana, ravioli a mezzaluna ripieni di cotechino, parmigiano e uova.
I secondi: i bolliti misti e gli arrosti
Assolutamente immancabile il bollito misto alla milanese, in dialetto el less, con i tagli di carni più diversi come scamone, lingua, coda di manzo, testina di vitello, cotechino di maiale. Rigorosamente accompagnati dalla mostarda di Cremona fatta con frutta intera o a pezzi e resa piccante da essenza di senape, o da quella di Mantova con mele cotogne e pere intere, oppure dall’apposita salsa verde. L’arrosto parla da sé, purché cucinato a regola d’arte.
I dolci: il panettone e altre tipicità
Il più tradizionale dei dolci milanesi, a base di uova e burro con aggiunta di uvetta e scorze candite di cedro e arancia, tiene banco, in realtà, sulle tavole dell’intera penisola. In più, nella bergamasca c’è Polenta e osei, torta di pan di spagna a forma di polenta ricoperta di pasta di mandorle gialla e decorata con uccelletti di marzapane. Sul lago di Como la torta miascia, preparata con pane raffermo, farina bianca e gialla, frutta fresca e secca. A Crema la spongarda, pane dolce con frutta secca e miele oltre a mele, nocciole, cedro candito, uva sultanina e spezie. In Valtellina e a Lecco la bisciola, pagnotta morbida con aggiunta di castagne, frutta secca, uvetta, fichi e noci, e una variante ancora più golosa che la accompagna a crema allo zabaione. A Lodi la tortionata, dolce non lievitato morbido e friabile con le mandorle. A Pavia la semplicissima Torta Paradiso, fatta con zucchero, burro, uova, farina, fibra di limone e aromi naturali. A Brescia la bossolà, ciambella di uova e farina. A Saronno gli amaretti, dolcetti secchi fuori e morbidi dentro da gustare con l’omonimo liquore. A Cremona il torrone, morbido o duro, anche nella variante ricoperta di cioccolato di ogni genere (fondente, latte, bianco, aromatizzato alla frutta).
E adesso, uscite dalla cucina, sedetevi a tavola e godetevi ogni manicaretto! Buon Natale!