Pizza e fine dining, il gioco dei sapori

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E’ un gioco finissimo di sapori e accostamenti, di impasti e ingredienti. Di confronto, collaborazione e scambio. Di tecnica, passione e ricerca.
Una food experience intrigante e accattivante, a cui ho partecipato ieri sera alla pizzeria Giolina di Milano. In occasione della sesta cena-degustazione del The San Pellegrino Table, rassegna gastronomica itinerante ideata da Acqua Panna e S.Pellegrino in collaborazione con Gambero Rosso. Che si articola su dieci appuntamenti in giro per l’Italia, da settembre a dicembre, allo scopo di far dialogare pizze d’autore e creazioni di fine dining. Attraverso l’abilità e la fantasia di un maestro pizzaiolo e uno chef sempre diversi che, ad ogni tappa, realizzano a quattro mani un originale menu degustazione.

In questo caso, le mani sapienti erano quelle del maestro pizzaiolo resident Danilo Brunetti e dello chef Dario Fisichella del ristorante Villa Naj, nell’Oltrepò Pavese. Che hanno firmato rispettivamente gli impasti, e adattato gli ingredienti di piatti prestigiosi al disco di pasta. Fondendo abilmente due mondi solo in apparenza distanti: la pizza e la cucina stellata.

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Cinque portate dai sapori sorprendenti

La magia si è concretizzata in un menù degustazione di cinque portate, quattro salate e una dolce.
Che ha preso il via con un panino al sifone – impasto di acqua, farina, uovo e miele – con tartare di tonno, maionese alla mandorla, gel al limone e caviale.
Per proseguire con una pizza al padellino con cime di rapa, ricotta n’furnata, gambero rosso e lingua salmistrata. Una ai cinque pomodori, caciocavallo, sarde in conserva e basilico, reinterpretando lo sfincione siciliano in chiave gourmet. E una terza con broccoli al vino rosso, acciughe affumicate, pecorino, olive piccanti, salicornia e capperi soffiati.

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Mentre a sovvertire tutte le regole del dessert di chiusura è scesa in tavola una colazione siciliana: una dolcezza di caffè e mandorle accompagnata dalla tipica brioche locale con cui fare la scarpetta. Da mangiare rigorosamente con le mani. Altrimenti, che esperienza sarebbe?

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