Ormai è sempre più chiaro: nessuno riesce più a resistere al profumo fragrante della pizza. Tant’è che perfino Parigi se ne lascia beatamente conquistare, ospitando dal 7 all’11 ottobre, il primo Pizza Week Paris Edition 2025.
Organizzata da 50 Top Pizza, in collaborazione con Mammafiore, l’appetitosa settimana coinvolgerà le migliori pizzerie della capitale francese inserite nella guida. Vale a dire diciassette brand per un totale di venti locali, tra pizzerie indipendenti e catene artigianali. Che, tutti insieme, daranno vita a un calendario di iniziative senza precedenti nella realtà cittadina. Con chef e ospiti pizzaioli dall’Italia, dall’Europa e dagli USA impegnati in performance, pizze speciali e irresistibili degustazioni, tra nuove tendenze e abbinamenti intriganti.
Pizza Week Paris
E dopo Pizza Week Paris, arriva il decennale di 50 Top Pizza
Per l’occasione, il gruppo Big Mamma organizzerà un party speciale al food market parigino La Felicità. Ospiti d’eccezione, i maestri pizzaioli Ciro Cristiano di Baldoria a Madrid, Ciccio Vitiello di Cambia-Menti di Ciccio Vitiello a Caserta, e Jacopo Mercuro di 180 Grammi Pizzeria Romana a Roma. Coordinati dall’Executive Pizza-Chef di Big Mamma Group Andrea De Michele.
E intanto 50 Top Pizza si prepara a celebrare, nel 2026, i suoi dieci anni di attività, con un programma ancora più ricco e colmo di sorprese appetitose. Stay tuned…
Una pizza lunga mezzo chilometro, diviso tra cento metri di Margherita e quattrocento tra quelle più tipiche di tutte le regione italiane con le proprie caratteristiche versioni e farciture: si chiama Pizza da Guinness la nuova appetitosa impresa che terrà banco il 27 luglio al FICO Eataly World di Bologna, dove dal primo pomeriggio trenta maestri pizzaiuoli napoletani si destreggeranno abilmente tra 500 chili di farina, 400 di pomodoro, 500 di fiordilatte, 10 di basilico, 50 litri di olio extravergine di oliva e una cinquantina di altri ingredienti tipici per far nascere nelle proprie mani margherite napoletane, pizze sarde con bottarga, valdostane con fontina e Lard d’Arnad, trentine con speck, siciliane con pachino e tonno, friulane con Montasio, pugliesi con cipolla di Acquaviva e burrata, emiliane con mortadella, calabresi con Nduja, venete con radicchio, molisane con caciocavallo di Agnone. Oltre alla singolare Pizza Rossini di Pesaro con maionese e uova sode, che sarà perfino accompagnata da alcune tra le più note arie musicali del Maestro. Un lunghissimo nastro di pasta che unirà l’intera penisola, andando a srotolarsi su duecentosettanta tavoli dopo essere stato cotto in due speciali forni mobili che permetteranno a tutti i presenti di assaggiarla appena sfornata. Del resto la pizza non è forse l’unica risorsa italiana in grado di unire davvero tutti in un caldo e avvolgente abbraccio comune?
L’impasto è ancora quello della ricetta segreta che Sabrina Longhi ha appreso dal padre fin da quando era bambina. E che lei, a quasi cinquant’anni da quando la sua famiglia è entrata in possesso di questa storica pizzeria, continua tuttora a preparare in prima persona. Nulla è cambiato da allora: stessa gestione, stessa insegna, stessa atmosfera di casa, e perfino, dal 1982, lo stesso affezionato pizzaiolo, Leonardo Matarrese. Con cui porta avanti egregiamente la tradizione della storica pizzeria La Baia dal 1969. Nata in quell’anno nel cuore del capoluogo lombardo, e passata pochi anni dopo nelle mani della sua famiglia.
A rappresentarla, è da sempre la pizza sottile e croccante che sborda dal piatto, cotta nel forno a legna. Anche se, nel tempo, il duo si è sbizzarrito in nuovi formati e lavorazioni, come sfilatini, fagotti, pizza partenopea dal bordo alto, pizza nel padellino. Che hanno in comune lo stesso impasto, ma lievitazioni e manualità di stesura differenti.
E che per questo, andandoli a trovare, ero davvero curiosa di sperimentare, assaggiandone ovviamente più di uno.
Impasto comune e lavorazioni diverse
Ho iniziato alla grande con un’eccellente Pizza nel padellino Lady, con patate, parmigiano reggiano e salvia. Il cui impasto è lasciato a lievitare otto ore in più rispetto a quelle tradizionali.
E, immediatamente conquistata da tanta bontà, ho proseguito con il Fagotto al crudo. E’ un calzone con mozzarella di fiordilatte e crescenza, in cui, a cottura ultimata, vengono inseriti rucola e pomodorini cherry, per poi richiuderlo e coprirlo con Prosciutto crudo d’Osvaldo affettato. Con il risultato di utilizzare ogni ingrediente nella modalità che ne esalta maggiormente il gusto.
Per concludere, infine, con la Brasiliana a Petalo, una pizza all’arrabbiata con pomodoro, aglio, olio, peperoncino, prezzemolo e una spolverata di Parmigiano Reggiano, anche detta Pizza Sorbetto. Il suo arrivo per ultima, infatti, non è stato casuale: la bassa incidenza del carboidrato per ogni singola fetta consente di mangiarne anche a fine pasto. Anche considerato che la pasta lavorata “a petalo” fino a renderla sottilissima la rende altrettanto leggera e digeribile.
New entry estive: i Tapas Padellini
Non ho potuto andarmene senza cedere al richiamo di una chicca che molto raramente si trova in ristoranti e pizzerie: il caro vecchio salame al cioccolato, che qui rappresenta proprio il dolce principale. E anche a quello dell’Imbarazzo, pizza al padellino ripiena di cioccolato amaro, caramellata con zucchero di canna e cannella, e guarnita con pere fresche e sottili. Una dolcezza al tempo stesso morbida e fragrante, con cui, sazia e felice, mi sono davvero congedata.
Ma tengo molto a dirvi che le croccanti new entry estive in arrivo sono i Tapas Padellini ripieni, da condividere e abbinare ai drink più vari. Qualche esempio? Tapas Romagnola e Gin Tonic, Tapas Altoatesina e Brunello rosso beverino, Tapas Toasta e Aperol Spritz. E padellini vari con Vodka Beluga, Bollicina veneta e Prosecco.
Che per le sere d’estate da vivere in leggerezza con gli amici sono davvero il top.
La Baia dal 1969 Via Benvenuto Cellini 3, 20129 Milano Aperto da mercoledì a lunedì dalle 12.30 alle 15.00 e dalle 19.30 alle 00.00
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