Una storia dolcissima, fatta di materie prime, territorio e tanta, tantissima passione per il gusto buono e sano della vita.
E’ quella del gelato artigianale italiano, che torna protagonista nella seconda stagione di Gelato e dintorni, ogni mercoledì alle 21.00 su Gambero Rosso TV. In collaborazione con Città del Gelato, azienda italiana che sostiene e promuove la qualità del prodotto artigianale nazionale attraverso materie prime naturali. Partecipano, infatti, anche i produttori degli ingredienti principali con cui l’azienda ha realizzato una base gelato 100% italiana. Che consistono in zucchero, latte in polvere, farina di semi di carrubo, e zucchero d’uva al posto del destrosio.
Il valore della filiera: territorio, cultura e tanto sapore
Sei nuove puntate condotte dal giornalista ed enogastronomo abruzzese Giovanni Angelucci. Per continuare a raccontare e approfondire, insieme a chi ne è protagonista in prima persona, il valore della tracciabilità, della qualità e della sostenibilità della filiera, in un’avventura fatta di ingredienti locali, aziende agricole e laboratori. Di persone, di luoghi e di tempo. E soprattutto di territorio, con il suo corredo di natura, cultura e tradizione.
Vale a dire, tutto quello che si cela dietro ogni delizioso gusto di gelato che arriva ad allietare il nostro palato.
Sì, perché ogni ingrediente racconta un angolo del nostro meraviglioso e appetitoso Bel Paese, partendo dalla terra per approdare al laboratorio del maestro gelatiere.
Unendo chi coltiva, chi trasforma e chi degusta in un abbraccio aromatico e saporito che Gambero Rosso celebra anche in una freschissima guida dedicata alle migliori Gelaterie d’Italia. Da consultare e, soprattutto, sperimentare anche in questa stagione. Perché, infatti, rinunciare a questa piccola grande coccola soltanto perché fuori ci sono un po’ di gradi in meno? Nel caldo di casa o di un confortevole locale, un buon gelato artigianale può trasformare anche il grigiore autunnale in un cucchiaino di colorata e festosa allegria.
29 giugno 2011 – E’ stata la giornalista Ilaria d’Amico a sferrare il calcio d’inizio in veste di madrina alla 27ma edizione di Aria di Festa, che dal 24 al 27 giugno ha animato il delizioso borgo medievale di San Daniele del Friuli con un fitto cartellone di iniziative volte a celebrare i prodotti del territorio, a cominciare naturalmente dal Prosciutto di San Daniele, che con l’occasione ha festeggiato anche i 50 anni del suo Consorzio, fondato nel 1961 a tutela e salvaguardia dell’inimitabile qualità della DOP friulana.
Quattro giorni di degustazione no stop di prosciutto, dimostrazioni e corsi dedicati a tutti i segreti del San Daniele -come servirlo, con cosa abbinarlo, come tagliarlo- mettendolo a confronto con prodotti locali ed europei, primo tra tutti il vino Friulano DOC, incorniciati da musica e spettacoli, convegni e lotterie: un vero trionfo dei prodotti della tavola più genuini e irresistibili.
E tra le tante iniziative organizzate per il cinquantesimo del Consorzio, la più gustosa è stata indubbiamente quella dedicata a “San Daniele, il Prosciutto per ogni Pane italiano”, un tour per la penisola che ha abbinato tutte le specialità dei forni delle varie regioni.
I festeggiamenti proseguono ora con una serie di road show territoriali nelle maggiori città dello stivale, che si prolungheranno fino al 2012. www.prosciuttosandaniele.it Un consiglio: se vi trovate a passare da quelle parti, non mancate di fare una visita al Fortilizio della Brunelde, a Fagagna (UD), feudo duecentesco dei conti d’Arcano nonché suggestiva casa-torre ampliata nei secoli ma fascinosamente conservata quasi come allora dai discendenti che attualmente la abitano, la famiglia dei conti d’Arcano Grattoni, e che vi organizzano anche diverse iniziative culturali come concerti, mostre, conferenze, visite guidate. Tra le antiche cucine tutt’ora funzionanti e la cella di prigionia, arredi originali e scaloni di pietra, alberi genealogici e ritratti degli antenati, vi ritroverete catapultati in un affascinante passato… www.labrunelde.it
Paeselli di pietra incastonati nelle valli verdi, tra vigneti terrazzati e meleti a perdita d’occhio, fino a vibranti cittadine a misura d’uomo. Basta mettere piede in Valtellina per respirare insieme aria pura e tranquillità, cortesia e benessere. E basta sedersi a tavola per completare il quadro delle preziose ricchezze di questa regione alpina che corre tra Italia e Svizzera, e che ha fatto della sua agricoltura di montagna una risorsa senza fine, dando vita anche al Distretto Agroalimentare di Qualità della Valtellina per valorizzare e promuovere tutti i prodotti, a marchio e non, simbolo della tradizione e della storia locali. Perché non approfittare del lungo ponte dell’Immacolata ormai alle soglie per dare ampia soddisfazione ai piaceri del palato in questa terra che sa farlo egregiamente, tra ristoranti e agriturismi, visite a bresaolifici e meleti, vigneti e caseifici?
Per riscaldarsi dai primi freddi che ormai si fanno sentire, niente di meglio degli irresistibili pizzoccheri, piatto della tradizione contadina e vero e proprio simbolo valtellinese, la cui cultura, diffusissima nella provincia di Sondrio, ne fa un vero e proprio riferimento popolare. L’antica ricetta delle caratteristiche tagliatelle grigio-marrone ottenute dall’impasto di farina di frumento e farina di grano saraceno, condite con patate e verze, coste o spinaci, e insaporite da burro e formaggio (rigorosamente Valtellina Casera) è preservata dall’Accademia del Pizzocchero di Teglio.
La Valtellina, si sa, vanta anche una secolare tradizione casearia: il Bitto dalle origini celtiche che nasce in estate sui pascoli d’alta quota, e il Valtellina Casera prodotto nei caseifici del fondovalle si fregiano della DOP, ma vanno rilevati anche lo Scimudin e altri formaggi lavorati secondo le tecniche di produzione storiche.
Il sapore inconfondibile della Bresaola della Valtellina IGP è dovuto all’aria fresca e asciutta proveniente dalle Alpi e alle particolari caratteristiche fisiche del sondriese, che insieme creano le condizioni ideali per la sua graduale stagionatura, oltre alla scelta dei tagli migliori del bovino adulto (in primis la punta d’anca), l’abilità nella rifilatura, il dosaggio degli aromi naturali utilizzati, le variazioni di temperatura e umidità. Da gustare anche al naturale, tagliata a fette molto sottili e accompagnata da pane di segale.
La tradizionale coltivazione delle mele, concentrata nel fondovalle tra Sondrio e Tirano e consistente in ben 300.000 quintali, produce frutti come le croccanti e aromatiche Red Delicious, le dolci e gialle Golden Delicious, la succosa ed estiva Gala; mentre il dolcissimo miele che profuma di fiori si traduce nel Millefiori di Montagna al sapore intenso del castagno, morbido dell’acacia e balsamico del tiglio, e nel delicato Millefiori di Alta Montagna con cristallizzazione fine e cremosa, ma il più pregiato è senza dubbio il miele monoflorale di rododendro, dolce e lievemente fruttato.
I vigneti terrazzati raccontano la storia millenaria del vino e coltivano le uve nebbiolo da cui nascono rossi corposi di gran gusto: il Valtellina Superiore DOCG, lo Sforzato DOCG -il vino da meditazione-, il Rosso di Valtellina DOC e la produzione IGT. Il Nebbiolo, localmente chiamato Chiavennasca, è la qualità prevalente del vitigno valtellinese, a cui si affiancano i minori Rossola, Pignola, Prugnola e molti altri.
E ancora, tutti i frutti tipici come mele, lamponi e mirtilli si trasformano in succhi o in ingredienti principe di grappe e liquori, per cui si ricorre alle erbe aromatiche d’alta montagna raccolte e immediatamente utilizzate per non disperderne gli aromi.
Tra i dolci, il più noto è la bisciola, variante del panettone con uva sultanina, noci, nocciole e fichi secchi, ma anche la tradizionale torta di grano saraceno e i biscottini di Prosto, fatti con farina, zucchero e tanto burro e originari della Valchiavenna, che chiudono in dolcezza il tipico pranzo montanaro.
E a questo punto, sarà decisamente una buona notte all’Hotel Posta **** e SPA di Sondrio, in pieno centro cittadino, dove nelle grandi e confortevolissime camere candide e nelle suite impreziosite da opere d’arte di noti autori, vi sentirete dei veri nobili ottocenteschi. E se volete provare a cimentarvi…
La ricetta tradizionale dei PIZZOCCHERI, pasta di farina di grano saraceno e altri sfarinati condita con patate, verdure e formaggio Ingredienti per 6 persone: 500g di pizzoccheri, 300g di patate, 250g di burro, 300g di verze, coste o spinaci, 500 g di formaggio semigrasso (Valtellina Casera DOP), 150g di formaggio da grattuggia, 2 spicchi d’aglio. Preparazione: in una pentola portare a bollore 1,5 litri di acqua salata; versarvi le patate tagliate a dadi e le verdure tagliate a piccoli pezzi. Dopo circa 5 minuti aggiungere i pizzoccheri e far cuocere per altri 12/15 minuti. Scolare con un mestolo la miscela di pizzoccheri e verdure, disponendola in una teglia a strati alternati con il formaggio semigrasso tagliato a fettine e il formaggio da grattugia. Preparare in un tegame il burro fuso e soffritto con aglio o salvia, versarlo sui pizzoccheri amalgamando il tutto accuratamente. Servire in piatti caldi pepando a piacere.
La ricetta tradizionale degli SCIATT, frittelle di grano saraceno ripiene di formaggio caldo (ma c’è anche la versione dolce con ripieno di cioccolato) Ingredienti per 4/6 persone: 300g di farina di grano saraceno, 100g di farina bianca 00, sale, un pizzico di bicarbonato di sodio, 1 bicchierino di grappa, acqua, 500g di latteria giovane tagliato a cubetti, olio di semi di arachide. Preparazione: impastare la farina di grano saraceno con la farina bianca e il bicarbonato utilizzando l’acqua fino a ottenere un composto abbastanza consistente. Lasciar riposare la pastella. Unire la grappa. Il formaggio deve essere intanto tagliato a dadini e tenuto in frigorifero. Far scaldare l’olio in una pentola capiente: quando inizia a friggere farvi scivolare un po’ di impasto contenente alcuni cubetti di formaggio, aiutandosi con un cucchiaio. Cuocerne pochi alla volta per evitare che si attacchino insieme. Lasciarli gonfiare e colorire, scolarli e servirli su un letto di cicoria condita.
La ricetta tradizionale dei TAROZ, purea di patate e fagiolini con formaggio e burro valtellinese. Ingredienti per 4 persone: 400g di patate, 300g di fagiolini, 200g di Valtellina Casera DOP, 150g di burro, 1 cipolla, sale e pepe. Preparazione: Far bollire in acqua le patate sbucciate con i fagiolini, lasciar cuocere bene, scolare e schiacciare il tutto con un cucchiaio di legno in modo da ricavarne quasi una purea. Salare e pepare. Aggiungere il burro precedentemente soffritto con la cipolla e il formaggio Valtellina Casera DOP. Altre ricette della tradizione su www.valtellina.it e sul ricettario “Assaporiamo la Valtellina“
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