26 settembre 2013 – In scena campeggia la monumentale casa museo di Gardone Riviera Il Vittoriale degli Italiani, sul dolce lago di Garda, esilio dorato di una vita interamente condotta sul filo della passione, tra imprese di Fiume e voli su Vienna. Una storica dimora che Gabriele D’Annunzio costruì con 5 milioni e 200.000 lire appositamente donategli da Benito Mussolini, e che attualmente rappresenta una voce fondamentale dell’economia di zona, dando lavoro a oltre quaranta persone e richiamando turismo e cultura.

Torna in scena il viaggio nella straordinaria vita del Vate, viaggiatore del mondo e della storia tra amori e passioni, politica e provocazioni, infedeltà e mondanità. Perché quest’anno, per il 150° anniversario della sua nascita, il Vittoriale stesso, presieduto dallo storico Giordano Bruno Guerri (di cui è da poco uscito il libro sul poeta abruzzese La mia vita carnale), organizza un fitto programma di celebrazioni ufficiali in Italia e all’estero. Tra cui domina lo sfaccettato progetto di Edaordo Sylos Labini Gabriele D’Annunzio, tra amori e battaglie, che, partito lo scorso febbraio con l’omonimo spettacolo e proseguito con un fumetto e un ebook multimediale sulla tournèe, torna in scena da questa sera fino al 6 ottobre al Teatro Manzoni di Milano con la regia di Francesco Sala, viaggio nell’anima dell’artista ed esteta, politico e uomo di marketing, seduttore e soldato, attraverso le quattro donne importanti della sua vita, scandito da un’insolita colonna sonora on stage con dj che oscilla tra un’inedita versione elettronica di “La pioggia nel pineto” e un sapiente remix delle grandi arie di Wagner: “Proprio come lo stesso D’Annunzio -spiega Sylos Labini, che ne veste i somigliantissimi panni- che costruiva follie e genialità, facendo della sua vita un’opera d’arte”.
Nel foyer del teatro è anche allestita una mostra che racconta la sua vita quotidiana attraverso suoi oggetti personalissimi, come quaranta spazzole e una collezione di vestaglie da lui disegnate per le sue tante amanti.

La bottega dell’esteta
Il primo rasoio a cinque lame che D’Annunzio ha provato si trova qui, nella storica bottega Preattoni, nel cuore di Milano, che tanto gli sarebbe piaciuta grazie ai molti oggetti ricercati antichi e preziosi, alle rarità e alle curiosità che esaltano il gusto maschile dell’estetica. Si sarebbe certamente lasciato inebriare dalle essenze millesimate della più alta profumeria francese e inglese come quelle storiche di Creed, Floris e Penhaligon’s, da spezie e unguenti, da creme e fragranze rare e avvolgenti, ma anche dagli esclusivi rasoi in corno, tagliasigari e coltelli in ceramica, coltelli e portasigari in madreperla o in galuchat.
Così, mentre il suo secolo di attività iniziata nel 1902 coincide con il 150° anniversario della nascita del Vate, legandoli con ispirazioni e riferimenti, oggi la bottega continua a soddisfare le esigenze di un moderno D’Annunzio realizzando rasoi originalissimi, pezzi unici creati anche su ordinazione. Vezzi da veri esteti.