La nuova guida Pocket Boston di Lonely Planet dedicata al capoluogo del New England, e nuovi itinerari firmati Going sulla medesima destinazione. Per accompagnare una stagione che si preannuncia vivacissima, essendo tra le host cities dei Mondiali di calcio FIFA World Cup 2026. Nonché protagonista nelle celebrazioni di America 250 per i 250 anni della Dichiarazione d’Indipendenza.
Storicamente considerata la culla della Rivoluzione americana che ha contribuito a definire la nascita degli Stati Uniti, Boston resta tuttora una delle città più dinamiche, ricca di fermento artistico e culturale. Tutta da esplorare facilmente anche semplicemente a piedi o in bicicletta, con la guida alla mano e i nuovi itinerari Going dedicati a lei e all’intera regione del New England. Compreso il pacchetto legato agli eventi marittimi e alle celebrazioni al porto cittadino con l’attesa partecipazione dell’Amerigo Vespucci, la nave scuola della Marina Militare Italiana tra le protagoniste, a metà luglio, di Sail Boston 2026, raduno internazionale di velieri d’epoca.
Da Boston all’intera East Coast
Per facilitare ulteriormente il tutto arriva sul mercato italiano anche la compagnia aerea JetBlue. Che dal 12 maggio inaugura il collegamento stagionale diretto tra l’aeroporto di Milano Malpensa e il Logan International Airport. Con un prodotto di bordo di alta gamma a tariffe competitive.
Ma Boston è anche la porta d’ingresso per itinerari che si estendono all’intero Massachusetts, New Hampshire e Maine, Connecticut, Vermont e Rhode Island. Oltre a tour ferroviari lungo la East Coast alla volta di New York e Washington. E al suo ruolo di hub strategico verso i Caraibi, con possibilità di combinare il soggiorno urbano con estensioni balneari e crociere. Quanti ottimi motivi ci sono per partire?
Di giorno il bagno nelle acque limpide di spiagge e scogliere, di sera passeggiate nei centri storici, perdendosi tra viuzze e monumenti di pietra leccese. Vedere il sole infuocato tuffarsi nel mar Jonio o l’alba fresca di rugiada sorgere sul mar Adriatico. Emozioni del Salento, la terra circondata dai Due Mari. PORTO CESAREO. Lunghe spiagge bianchissime e mare quasi sempre calmo, Porto Cesareo, con la sua frazione di Torre Lapillo, è una località balneare di grande richiamo. I pescatori offrono gite in barca per scoprire le colonne romane sommerse e i fondali della marina, e al mattino presto, sul lungomare, vendono pesce freschissimo. Porto Cesareo è lambito dall’area marina protetta, un parco di interesse regionale che si estende fino a Nardò, e qui il prof. Ferdinando Boero dell’Università del Salento ha fatto una scoperta straordinaria: la medusa immortale, conosciuta con il nome di Turritopsis. NARDO’. Scendendo verso sud, sempre lungo la costa jonica, ecco il fascino della Palude del Conte e di Torre Uluzzo, e poi Portoselvaggio, con la sua torre di guardia da cui si gode di una vista mozzafiato sul mare e la scogliera. Tanti sono i percorsi naturalistici che immergono nella bellezza della fauna e della flora. Ma a pochi km dal mare c’è una città d’arte di straordinaria bellezza: Nardò, ricca di palazzi gentilizi e chiese barocche. Anche il castello, nato inizialmente come fortezza, è stato trasformato tra il 600 e il 700 in un elegante palazzo, palazzo Personè, attuale sede del Comune, con le cariatidi che sorreggono la balconata sopra il tipico ingresso ad arco. COPERTINO. E’ la capitale del turismo religioso nel Salento, avendo dato i natali a San Giuseppe da Copertino, il Santo dei voli, protettore degli aviatori e degli studenti. Nella città dal meraviglioso castello fatto di intarsi nella pietra si possono ammirare il Santuario di Santa Maria della Grottella, dove vivono i frati francescani e dove San Giuseppe venne visto volare per la prima volta davanti all’immagine della Madonna, la stalla dove nacque, trasformata oggi in una chiesetta, e la chiesa madre dalla facciata barocca, dove ricevette il battesimo. Ma Copertino è anche la città del vino doc, con la Cantina sociale che esporta il suo vino in tutta Europa e la Cantina cooperativa San Giuseppe da Copertino. GALLIPOLI. Le spiagge lambiscono la città d’arte e l’isolotto del centro storico è bagnato dalla bellissima spiaggia della Purità. A pochi passi il Duomo con la torre civica, mentre le chiese si affacciano sul mare, quasi a voler proteggere città e naviganti. Tra le vie si avverte forte l’influenza della dominazione spagnola, non solo nell’architettura dei palazzi, ma anche nello spirito degli abitanti, legatissimi alle tradizioni. A Natale l’usanza tipica è mangiare pittule (pane fritto) ripiene di baccalà o seppia e ascoltare la Pastorale, canto tipico locale. A Pasqua molto sentita è la Passione di Cristo con le struggenti processioni della Settimana Santa. Attraversando il paese verso sud si approda alle spiagge di sabbia bianca. ALLISTE. Un bianco centro storico impreziosito dall’antico castello e dalle piccole case. Una costa incontaminata estesa per sei chilometri dal mare limpido e cristallino che si illumina di luce e di macchia mediterranea. Ecco Alliste con il suo centro storico ricco di case a corte e viuzze che si dipanano come un groviglio intorno alla chiesa madre. Qui la campagna è caratterizzata dalle tipiche costruzioni a secco del Salento: le pajare, specie di trulli senza il cono sopra, mentre il mare è lambito dalla scogliera ora alta ora bassa, l’unico tratto roccioso che interrompe la sequenza di spiagge tra Gallipoli e Ugento. Alliste è famosa anche per la coltivazione della patata sieglinda, la tipica patata a pasta gialla ricca di proprietà nutritive. UGENTO. Qui mare e cultura sono comuni denominatori. Le spiagge, a pochi km dal centro abitato, sono lambite da folte pinete e caratterizzate dalle Torri di guardia, volute dall’imperatore Carlo V per difendere le coste salentine dall’attacco dei turchi. Il centro storico è di impianto medioevale, ma sorge sull’antica città messapica, dove in età preromana si coniava moneta. Simbolo di Ugento e di tutta la civiltà messapica del Salento è lo Zeus, una statua di bronzo alta poco più di 60 cm qui rinvenuta negli anni ‘60 e conservata nel Museo nazionale di Taranto. SALVE. Mare limpido e cristallino, soprattutto alle Pescoluse, dove una località è stata ribattezzata “le Maldive del Salento” per i colori straordinari; spiagge dalla sabbia desertica caratterizzate dai gigli selvatici che sbocciano sulle dune. Ma anche il centro storico è mozzafiato. Nella piccola chiesa madre si trova l’organo più antico di Puglia, risalente al 1628. Infine sono state rinvenute 68 monete d’argento del VII secolo a.C. coniate in tutto il mondo antico, segno che anche qui avvenivano intensi scambi commerciali. MARINE DI MELENDUGNO. In cinque località balnenari -Sant’Andrea, Torre Dell’Orso, Roca, San Foca e Torre Sant’Andrea- si alternano spiagge e scogliera bassa. San Foca è famosa per il suo porto turistico, Roca era la Micene del Salento e oggi restano le rovine della città messapica, del castello e del villaggio medioevale, la baia di Torre dell’Orso offre i faraglioni “delle Due Sorelle” e lo scoglio a forma di muso di orso, Sant’Andrea è un piccolo villaggio di pescatori abituati a vivere fino a poco tempo fa nelle grotte sul mare. Dall’alto della scogliera a strapiombo si gode della vista dei faraglioni dalle forme particolari: ad arco, a stivale come l’Italia, a forma di Sfinge. OTRANTO. A Otranto si incontrano prima le spiagge chilometriche caratterizzate dalle pinete, e poi i laghi Alimini grande e Alimini piccolo. La città è un gioiellino fatto di viuzze con negozi tipici che conducono alla cattedrale e al castello. La cattedrale è famosa per il suo pavimento: il mosaico medioevale realizzato dal monaco Pantaleone, nel XII secolo. Pantaleone viveva nell’Abbazia di Casole e descrisse nel suo Albero della vita la storia di Adamo ed Eva, Noè e l’arca, le Bestie mitologiche, Alessandro Magno, il mistero della Sapienza e l’incontro tra Oriente e Occidente, di cui Otranto incarna la massima espressione. La cittadina venne infatti presa dai Turchi nel 1480 e nella Cattedrale sono conservati i resti degli Ottocento Martiri che, non volendo rinnegare la fede cattolica, vennero decapitati sul Colle della Minerva, e perfino la pietra insanguinata. CASTRO. Secondo la leggenda i Turchi arrivarono anche a Castro, gli abitanti resistettero tenacemente ma una fanciulla li tradì, rivelando il passaggio segreto che dal mare portava fino al cuore della città. Da recenti studi archeologici invece è stato scoperto che Castro era la Castrum Minervae di cui parla Virgilio nel terzo libro dell’Eneide e dove approdò Enea: sono stati infatti ritrovati la statuina in bronzo della Dea Minerva e le tracce del tempio a lei dedicato. Castro è famosa per la Grotta Zinzulusa, lambita dal mare, il cui nome deriva dal dialetto Zinzuli, che significa “stracci”, in quanto sembrano tanti stracci le stalattiti e le stalagmiti che si toccano e si attorcigliano dando vita a disegni e figure singolari. Importante è anche la grotta Romanelli, frequentata dall’Uomo di Neanderthal 68mila anni fa nel Paleolitico medio. Da visitare in barca la Grotta Azzurra e la Grotta Palombara. MARITTIMA DI DISO. Marittima è famosa per la sua Acquaviva e il canalone, la scogliera degrada verso il mare circondata da una natura selvaggia e incontaminata. Nel centro storico un castello, un frantoio e un palazzo gentilizio offrono ospitalità in B&B, e anche l’antico convento è stato trasformato in struttura ricettiva da un ricco petroliere inglese. L’UNIONE DELLA GRECIA SALENTINA. Ma non si può lasciare il Salento senza una visita all’Unione della Grecia Salentina, undici Comuni dell’entroterra i cui abitanti parlano due dialetti, il salentino e il griko, proveniente dal greco. Tantissime le cripte affrescate con i santi orientali, i frantoi ipogei e gli usi di tradizione bizantina. L’invenzione più famosa è la Notte della Taranta, che ha portato la musica tipica del Salento, la Pizzica, in tutto il mondo. Interessante è l’esperienza di Parco Palmieri, il primo parco culturale che promuove il turismo e lo sviluppo del territorio www.parcopalmieri.it L’UNIONE DEL NORD SALENTO. Infine molto attiva è l’Unione dei Comuni del Nord Salento, sei paesini a Nord di Lecce accomunati dalla vitivinicoltura: siamo infatti nella zona del Salice Salentino doc, il vino più famoso del Salento. In pieno inverno, dopo la potatura dei vigneti, a Novoli viene costruito un falò a sette piani, poi fatto ardere nella notte tra il 16 e il 17 gennaio in onore di Sant’Antonio Abate, tra concerti, fuochi d’artificio e mercatino dei vini. www.spiaggepuglia.it
di Grazia Garlando
Che Verbiersia una rinomata stazione sciistica invernale è un dato di fatto. Ma ciò non toglie che anche in estate questa deliziosa località del Vallese svizzero, situata nella regione turistica di Verbier St-Bernard che comprende anche la Val de Bagnes e La Tzoumaz, abbia moltissimo da offrire a chi decide di andare in cerca di quiete e relax sulle sue immense distese verde smeraldo, punteggiate di fiori colorati e circondate dai panorami mozzafiato che decisamente la caratterizzano.
L’importante è essere follemente innamorati della montagna, del trekking e delle pedalate in mountain bike immerse nella natura, tra bisses (le antiche condotte idriche) e boschi, mirtilli e marmotte, funghi e orchidee. E infatti a metà giugno ha inaugurato il Bike Park Verbier, 826 km totali di sentieri da percorrere in sella con diversi livelli di difficoltà, per scoprire gli eccezionali percorsi paesaggistici della Val de Bagnes, mentre dal 5 al 7 settembre avrà luogo il Verbier Bike Fest, e dal 15 al 20 settembre la Swiss Epic, prestigiosa gara di mountain bike che vedrà i migliori ciclisti del mondo partire da Verbier alla volta di Zermatt, passando per Leukerbad e Grächen, 400 km di distanza e 15.000 metri di dislivello.
Salendo con la teleferica a oltre 3300 mt, la vetta del Mont Fort, tra Verbier e Nendaz, regala una vista impagabile su Cervino, Monte Bianco e Le Massif Combin; ma prima vale la pena fermarsi poco più giù, sull’alpeggio de La Chaux, per passeggiare lungo il 3-D Sculpture Park, osservando i sorprendenti e monumentali allestimenti dell’esposizione di arte contemporanea Mutations, in perenne rinnovamento.
Per osare molto di più, si può salire a piedi fino al ghiacciaio di Corbassière, sul versante nord del massiccio del Grand Combin a circa 4000 mt, e sperimentare la suggestiva passerella di Corbassière, 210 mt di lunghezza per 70 di altezza, appena inaugurata nel comune di Bagnes per collegare i rifugi di Brunet e di Panossière. Oppure si può restare molto più tranquilli cimentandosi in una partita a golf nel bellissimo campo a 18 buche, passeggiando tra le graziose sculture di legno dell’ex sciatore alpino William Besse lungo la Bisse du Levron, visitando la diga di Mauvoisin alta oltre 250 mt, o degustando liquori a base di frutta, fiori ed erbe di montagna lungo il Sentiero dei Sensi nel bosco di La Tzoumaz, che propone un approccio alla natura attraverso tatto, udito e odorato, riconoscendo gli uccellini dal loro canto e i fiori e le piante dal loro profumo. Qualunque cosa si scelga, è assolutamente imperdibile, però, una gustosa visita al caseificio d’alpeggio de La Croix de Coeur a La Tzoumaz, dove va in scena uno degli indubitabili masterpiece della zona: la produzione dei formaggi, su cui predomina la Raclette in tutte le sue varietà, che ha regalato proprio alla Val de Bagnes il titolo di Capitale della Raclette. Tant’è che ogni anno, nell’ultimo fine settimana di settembre (quest’anno dal 27 al 28) va in scena a Bagnes un evento totalmente dedicato, per esplorare l’universo di gusti dei pascoli di montagna scoprendo come questi formaggi sprigionino sapori totalmente diversi a seconda della zona di provenienza. Accoppiati, naturalmente, ai deliziosi vini vallesani, mentre molti laboratori illustrano la sapiente arte del casaro in una conviviale colonna sonora di musica campestre. E se poi alla festa partecipa anche qualche cane San Bernardo, originario proprio di questa zona, il quadro è decisamente completo.
Il consiglio per dormire è l’accogliente Hotel Farinet I consigli per mangiare sono i rustici e deliziosi ristoranti Les Chamois, Les Esserts, Le Millénium, Le Sonalon
Gestisci Consenso
Per fornire le migliori esperienze, utilizziamo tecnologie come i cookie per memorizzare e/o accedere alle informazioni del dispositivo. Il consenso a queste tecnologie ci permetterà di elaborare dati come il comportamento di navigazione o ID unici su questo sito. Non acconsentire o ritirare il consenso può influire negativamente su alcune caratteristiche e funzioni.
Funzionale
Sempre attivo
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono strettamente necessari al fine legittimo di consentire l'uso di un servizio specifico esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente, o al solo scopo di effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica.
Preferenze
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per lo scopo legittimo di memorizzare le preferenze che non sono richieste dall'abbonato o dall'utente.
Statistiche
L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici.L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici anonimi. Senza un mandato di comparizione, una conformità volontaria da parte del vostro Fornitore di Servizi Internet, o ulteriori registrazioni da parte di terzi, le informazioni memorizzate o recuperate per questo scopo da sole non possono di solito essere utilizzate per l'identificazione.
Marketing
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per creare profili di utenti per inviare pubblicità, o per tracciare l'utente su un sito web o su diversi siti web per scopi di marketing simili.