Dal Salento alla Transilvania, un viaggio intimo

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C’è un viaggio che attraversa l’Europa e un altro, più silenzioso, che scava nelle ferite del passato.
In Vita mia, il nuovo film di Edoardo Winspeare da oggi nelle sale italiane, questi due percorsi si intrecciano. Dando vita a un racconto intimo e potente, sospeso tra il sole del Salento e le ombre della Transilvania.

Didi-Dominique Sanda e Vita-Celeste Casciaro, le due protagoniste, non potrebbero essere più diverse. Per ceto sociale, origini, provenienza, carattere, abitudini, idee politiche, visione del mondo. Anche se nella quotidianità di gesti semplici e cura reciproca le distanze si trasformano in un legame inatteso, fatto di scambio, rispetto e complicità.

Ma è il viaggio a cambiare davvero le regole del gioco. Dando origine a un racconto on the road attraverso un’Europa carica di memoria, dove il paesaggio diventa specchio della coscienza.
Dalla luce del Sud Italia alle atmosfere sospese della Transilvania, il film segue un percorso fisico e simbolico. Non è solo un viaggio geografico, ma un’immersione in un passato rimasto congelato, che fa riemergere ricordi e ferite mai lenite. E diventa spazio di trasformazione, in cui i fantasmi trovano finalmente una voce.
E’ un itinerario emotivo che attraversa confini geografici e interiori, mostrando come il viaggio, quando condiviso, può diventare un atto di cura. In un dialogo tra passato e presente che trova finalmente riscatto e pace.

Qui il trailer del film

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