Pizza scioglievole, sushi cilentano e gelato all’olio extravergine d’oliva. Pescato del giorno, verdure dell’orto e prodotti del territorio. Una distesa senza fine di sabbia bianca e mare turchese. E un’ospitalità calda, accogliente e rilassante come il sole avvolgente del Cilento.
Nella terra dei filosofi Parmenide e Zenone, in quella Ascea ancora dominata dal Parco Archeologico di Elea-Velia, antichissima città della Magna Grecia, c’è un posto che si chiama Poseidonia Beach Club. Ma che è decisamente molto più di un comune stabilimento balneare con ristorante e pizzeria annessi. Perché qui il dialogo con il territorio e il rispetto per l’ambiente sono un vero e proprio must, come dimostrano, tanto per cominciare, i numerosi riconoscimenti ricevuti. Come la Certificazione internazionale ISO 20121 per l’organizzazione, la gestione delle risorse e dell’ospitalità. Il premio Audit People Award – Best Quality and Sustainability Beach Club Italia. Il riconoscimento di Ispra come Spiaggia Ecologica per la tutela e la gestione delle dune e della flora costiera. Oltre all’assegnazione per due anni consecutivi dei Due Ombrelloni nella Guida Ai Migliori Beach Club d’Italia di Andrea Guolo e Tiziana Di Masi.

Tutto merito dell’illuminato patron Gianni Rizzo, per tutti, affettuosamente e orgogliosamente, Il Capitano. Capace di trasformare l’amore e la profonda appartenenza alla sua terra in un’idea imprenditoriale etica e identitaria, orientata a un turismo rispettoso del territorio. Di pari passo con un’innegabile capacità di accoglienza e ospitalità, e senza mai prescindere dalla qualità.
I sapori del Cilento in una cucina sostenibile
Parlo con cognizione di causa, naturalmente. Perché ho appena vissuto sulla mia pelle la piacevolissima realtà del Poseidonia Beach Club di Ascea Marina.
L’occasione è stata la novità di stagione 2026: l’introduzione del Menu a Spreco Ridotto e Cucina Circolare. La struttura propone già abitualmente una tavola basata su territorialità e filiera corta, tra ristorante di cucina mediterranea e pizzeria. Che racconta tutto il sapore del Cilento valorizzando i prodotti locali e stagionali – anche in sinergia con diverse aziende della zona – e il pescato rigorosamente del giorno.

Ma, forse ispirato dalla presenza nel vicino borgo marinaro di Pioppi dell’Eco Museo della Dieta Mediterranea, quest’anno il Capitano è andato anche oltre. Arricchendo il suo percorso di sostenibilità con l’introduzione di un’economia circolare ulteriormente basata sulla piena valorizzazione del territorio, eliminando ogni inutile spreco.
In che modo? Recuperando scarti ed eccedenze, attenzionando la porzionatura, utilizzando interamente gli ingredienti con la trasformazione delle parti commestibili che spesso vengono gettate via in salse, glassature, creme e quant’altro. In sostanza, tramutando la sostenibilità da concetto astratto a pratica quotidiana, in una filiera sempre più corta nel nome della nostra preziosissima cultura mediterranea. Un modo più evoluto di fare ristorazione, lo definisce lui: “Significa rispettare ingredienti, produttori e territorio, organizzandone tutto il valore senza perdere minimamente in qualità”.
Un progetto culturale ad ampio raggio che non può che valorizzare l’intera area e tutte le sue ricchezze. Rafforzando, insieme alla filiera locale del pescato e dell’agricoltura, delle aziende agricole e dei piccoli produttori, anche la sua identità e il suo concetto di ospitalità, sempre più responsabile e consapevole.
L’esperienza sul campo
E così, per darmi modo di calarmi a fondo nella filosofia del Capitano, i miei giorni al Poseidonia Beach Club sono stati scanditi da gustose esperienze in tal senso. A cominciare dalla degustazione nell’uliveto dell’Azienda Agricola Porticello a base di pane, olio e olive ammaccate, pizza al padellino, formaggi, gelsi e nespole, biscotti e marmellate agli agrumi. O dall’aperitivo con fresella bagnata in mare e condita con olio, sale e pomodorini.


Per culminare nella sorprendente cena tematica del Menù a spreco ridotto.
Iniziata con un’entrée di pane di ieri al nero di seppia e mantecato di luvaro, e un Cilento Roll ispirato al sushi giapponese con chip di pelle di pesce bandiera su uramaki mediterraneo con alici di menaica, cacio ricotta, San Marzano al naturale e tzest di agrumi.


E poi i fusilli di Nonna Ines con tenero di broccolo, pane e pomodorini di ieri arrostiti e pesce bandiera. Per chiudere con razza glassata su fondo ristretto delle sue cartilagini, crema di patate affumicate, verdure croccanti e pane tostato.


Vi ho incuriosito, vero? E allora prendetevi qualche giorno per andare a trovare il Capitano. Perché fidatevi: è un’esperienza che merita davvero di essere vissuta.



Ve lo dico subito: qui non sembra affatto di essere al mare o in campagna. Il dehors è sul marciapiede antistante al locale, ma in uno spazio appartato e tranquillo, e l’atmosfera è quella assolutamente veritiera di una città tornata a pulsare con ritmi nuovi, dove di giorno si lavora ma alla sera si riprende fiato rilassandosi e godendosi tempo e quiete, in un piacevolissimo quadretto di autentica vita metropolitana che rappresenta proprio il suo plus. E così un animale appunto metropolitano come me non può che trovarsi perfettamente a suo agio di fronte a un calice di sublimi bollicine rosè (ma ci sono anche bianchi e rossi a stilare un’ampia lista di selezionate etichette) da sorseggiare amabilmente con un tris di piccole delizie d’autore – il giovane patron e chef torinese Fabio Titone – a sorpresa, perché variano giornalmente a seconda del suo estro: a me, per esempio, è toccato il bacio di dama cacio e pepe, l’agrodolce di verdurine con granita all’aceto di mele, il polpo con salsa verde, la focaccina con lardo di Colonnata e altre sfiziosità di sorta, accompagnate da grissini al nero di seppia e al pomodoro stirati a mano. Ma chi non ama le sorprese e preferisce sapere bene che cosa arriverà in tavola, può ordinare un tagliere di salumi della Valle di Lanzo con prosciutto di Parma, un plateau di pesce Royal con frutta, o l’evergreen ostriche e champagne, se al sapore del mare non vuole proprio rinunciare.


Una proposta di gusti nuovi e originali quella dei titolari Nicoletta e Davide, da anni impegnati nella produzione artigianale giornaliera di gelati di gran qualità, basata esclusivamente su ingredienti naturali e accuratamente selezionati che restituiscono colori e profumi originari, senza conservanti né additivi chimici di ogni genere: solo frutta matura e aromi di stagione, come dimostrano le cassette di frutta fresca esposte in bella mostra all’ingresso del locale, lavorati con latte fresco di alta qualità. Per dare origine a una gran scelta di invitanti gusti gourmet ottenuti da abbinamenti curiosi e insoliti, perfetti anche con le brioche siciliane artigianali che occhieggiano dal bancone: arachidi e lamponi, miele e peperoncino, noci e amarene, oltre a una varietà di pistacchi (da quello salato a quello all’olio d’oliva), di fiordilatte (di capra o al burro) e di cioccolato (da quello all’acqua a quello agrumato), fino ai gelati alla birra e ai formaggi.Senza tralasciare chicche come la spiruli, totalmente naturale all’alga spirulina di cui esibisce il colore puro, la ricotta con fichi caramellati, il biscotto con biscotto frantumato.