La prima edizione del Festival Internazionale della Cucina Italiana in Svizzera. E un nuovo marchio editoriale con due testate giornalistiche.
Sono questi i due focus della serata-evento romana del prossimo 28 maggio Carbot Silver Edition, condotta da Matilde Brandi a Palazzo Poli, con vista sull’incantevole Fontana di Trevi. Che celebra i 25 anni di Carbot Communication, azienda di comunicazione fondata e guidata da Carla Botta, sancendo l’unione tra istituzioni, imprese e protagonisti del cambiamento.
Il 1° Festival della Cucina Italiana in Svizzera avrà luogo dal 26 ottobre al 4 novembre. Dieci tappe che toccheranno le località più importanti del Paese, in un itinerario d’eccellenza che coinvolgerà altrettanti ristoranti simbolo della nostra gastronomia. Un’iniziativa ideata, coordinata e organizzata da Carla Botta, in collaborazione con l’editore e giornalista Marco Sutter. Con gli occhi puntati sull’importanza del Made in Italy nel mondo per l’economia delle imprese e per il comparto turistico, creando indotti e opportunità di crescita.
Sullo stesso tema troverà spazio anche il progetto Pizza Italia del maestro pizzaiolo Gino Sorbillo. Che mira a tutelare la pizza con un disciplinare ad hoc sull’utilizzo esclusivo di prodotti 100% italiani, puntando a renderlo un marchio universalmente riconosciuto.

Carbot Silver Edition è anche stampa
L’altro protagonista della serata sarà il lancio di Carbot Publisher, nuova piattaforma editoriale con due progetti di punta. L’uno, Femme Fashion Food, racconta il lifestyle attraverso il genio femminile con figure di spicco e non del mondo della moda e del cibo, solo apparentemente distanti e diversi. L’altro, Communication Food, è un punto di riferimento per professionisti del settore, dove si incontrano informazione, territorio e prestigio delle eccellenze del food italiano.
Ma azienda significa anche responsabilità sociale, e il successo si misura nel suo impatto positivo sulla società. Dove innovazione, cultura e solidarietà diventano elementi e principi chiave da cui non prescindere in un unico percorso condiviso. A questo proposito, Fondazione Garzanti presenterà il progetto Animan, dedicato alla fotografia d’arte e a iniziative filantropiche sul mondo animale e naturale. Inaugurando, prossimamente, l’apertura del nuovo spazio espositivo milanese Palazzo Garzanti, nella prestigiosa e centralissima Via della Spiga.
A firmare l’eccellenza food della serata, un duo di chef stellati: Roberto Di Pinto, del ristorante Sine di Milano, e Pasquale Palamaro, del ristorante Indaco Hotel Regina Isabella di Ischia. Dessert partner, Pintauro Pasticceria di Napoli, che nel 1785 diede vita alla tradizionale sfogliatella. Mentre i maestri pasticceri della pluripremiata pasticceria romana Gruè realizzeranno la scenografica torta di fine serata.



Una prelibatezza tutta pugliese che trae il suo nome dalla Fontana di San Michele, sorgente che sgorga appunto nel lago di Varano dove, secondo la tradizione, il santo appoggiò una mano per terra facendo scaturire l’acqua. E che dimostra come anche in Italia si possano raggiungere livelli di eccellenza nell’ostricoltura: la laguna possiede infatti tutte le caratteristiche idonee al loro allevamento, grazie alle sue sorgenti sotterranee di acqua dolce che, unite alle temperature calde, garantiscono un ambiente perfetto per il loro sviluppo. Portate a dimensione consona in apposite lanterne posizionate in laguna, vengono poi incollate a mano sulle corde appese alle antiche palizzate per l’allevamento dei mitili, sollevate manualmente dall’acqua per riprodurre l’effetto delle maree e infine lasciate esposte a ogni variazione climatica per acquisire resistenza, con una conchiglia dentellata e dura, spesso bordata di rarissima madreperla nera.
Apprezzate fin dai tempi di Nerone che pare ne facesse arrivare dalla Britannia interi carichi navali, proibite nel Medioevo perché considerate cibo lussurioso, tornate poi definitivamente alla ribalta tra le più assolute prelibatezze gastronomiche universali, le ostriche d’eccellenza adesso parlano anche italiano. Ennesimo orgoglio della nostra ricchezza alimentare che rende sempre più appetibile il Bel Paese. In ogni senso.