Tra aprile e maggio il Sultanato dell’Oman si colora di rosa. E’ questo, infatti, il momento in cui una suggestiva distesa fiorita dipinge l’intera regione del Jabal Al Akhdar, la celebre “montagna verde” dello scenografico massiccio di Hajar (così chiamata proprio per via delle vaste coltivazioni di rose e frutteti) sui cui fianchi va in scena la spettacolare fioritura della Rosa damascena, da sempre coltivata nei villaggi locali sia come base per essenze e profumi, sia per la distillazione dell’attar, l’acqua di rose utilizzata nella cucina tradizionale.

Secondo l’usanza secolare, infatti, il processo prevede di lasciar riposare i fiori in una ciotola di argilla (il borma) per novanta giorni, prima della distillazione vera e propria. L’acqua di rose così prodotta viene poi usata per diversi scopi: aromatizzare caffè, cioccolato e dolci tipici, combattere l’emicrania, profumare il corpo. E soprattutto, se si hanno ospiti a tavola, alla fine del pasto viene tradizionalmente usata per aspergerli, in onore del cibo consumato insieme.