Un racconto partito dai grani antichi per arrivare alla pasta “busiata” e ai prodotti tipici che l’accompagnano, simboli di quella Sicilia Occidentale ricca di tradizioni culinarie e vitivinicole. Come sfincione e pane cunzato, cassate salate e dolci, cannoli e cassatelle, granite agli agrumi e Marsala.
E’ quello che è andato in scena ieri sera all’accogliente FoodSpot di Milano, per raccontare l’identità enogastronomica del territorio e scoprire la busiata come esperienza culturale prima ancora che culinaria. Tanto più che adesso, con un significativo riconoscimento linguistico, è stata perfino inserita nel vocabolario Zanichelli 2026.
La busiata è un tipo di pasta di semola a grano duro tipica della Sicilia Occidentale, di forma elicolidale a spirale. Il nome deriva infatti da buso, fusto della pianta Ampelodesmus Mauritanicus usato anticamente per arrotolarla. E il suo condimento più tipico è il saporito pesto alla trapanese, salsa a crudo preparata con pomodoro fresco, mandorle, aglio, basilico, olio evo e pecorino. Il risultato? Un piatto povero di gran gusto, che racconta la storia di una terra e le sue produzioni tipiche.
Busiata e molto di più
E’ questo il punto di forza con cui quest’area della Sicilia non ancora battutissima dal turismo di massa intende raccontare il suo territorio. Con esperienze dirette che incontrano e abbracciano quello paesaggistico, culturale, archeologico e perfino di salicoltura, grazie alle saline di Trapani e Marsala con la candidatura Unesco. Tra persone, memoria, relazioni, imprese e paesaggio.
Il suo 2026 prevede dunque azioni concrete per promuovere accoglienza e sostenibilità ambientale, creazione di percorsi turistici accessibili, formazione professionale per migliorare la qualità dell’ospitalità. Oltre, ovviamente, alla valorizzazione dei siti culturali e naturali, e alla promozione dei prodotti locali gastronomici e artigianali. Insomma, tutte le ricchezze di questo meraviglioso angolo di Sicilia che meritano davvero tanta luce.
16 dicembre 2021 – Oltre dieci anni di gusto, è proprio il caso di dirlo. Perché come ogni dicembre arriva puntualissima insieme alle feste di Natale la nuova edizione del talent culinario MasterChef Italia, al via da oggi ogni giovedì in prima serata su Sky e Now Tv (e dal 24 dicembre con il daily preserale su Sky Uno MasterChef Magazine). Che festeggia l’undicesimo compleanno con la collaudata presenza dei giudici Bruno Barbieri, Antonino Cannavacciuolo e Giorgio Locatelli. E venti concorrenti in arrivo da varie parti del mondo, a testimonianza della grande passione per la cucina italiana che accomuna l’intero globo: “In Inghilterra dicono che rappresenti il nuovo rock’n roll” assicura Locatelli, che vive e lavora da anni nella capitale britannica.
Il vincitore porterà a casa come sempre 100.000 euro in gettoni d’oro, pubblicherà il suo primo libro di ricette e accederà a un corso di alta formazione presso la prestigiosa ALMA, la Scuola Internazionale di Cucina Italiana.
E prosegue naturalmente anche la lotta del programma allo spreco alimentare, donando in beneficenza gli alimenti non utilizzati.
Ma come evitare di sprecare anche in casa il cibo in eccedenza durante le festività imminenti?
Ecco i consigli di Antonino Cannavacciuolo
<<L’uso più furbo per recuperare gli avanzi della tavola, non soltanto per evitare spiacevoli sprechi ma anche per riapparecchiarla con nuovi piatti sfiziosi, è trasformarli in inediti ripieni per pasta di vario genere, semplicemente amalgamandoli con uovo, parmigiano e ricotta, perché nonostante tutto è sempre e comunque la farcitura a renderla invitante e golosa. L’alternativa può essere una ricca e sostanziosa pasta al forno o un’originale frittata di pasta.
Insomma, lasciandosi andare all’improvvisazione creativa o seguendo precise ricette antispreco inventate nel tempo dai nostri nonni per non buttare alcunché, la tavola dell’intero periodo festivo potrà presentarsi sempre ricca, curiosa e irresistibilmente appetitosa. Tanto più che nel programma proponiamo sempre anche ingredienti dal mondo mai arrivati fino a prima sul mercato italiano, e quindi perfetti da sperimentare proprio in questa occasione. Del resto oggi non siamo diventati un po’ tutti masterchef?>>.
Uova, polenta e formaggio
E tornano sicuramente utilissimi anche i consigli natalizi elargiti da Carlo Cracco all’epoca della sua militanza nel talent: <<Un pranzo festivo tanto gustoso quanto economico può essere interamente a base di uova, perfette per ogni portata dall’antipasto al dolce. Oppure si può scegliere una soluzione antica, genuina e decisamente appetitosa come polenta e formaggio, da cucinare in tanti modi diversi. E molti prodotti di stagione di cui l’inverno è prodigo, a cominciare da verza e radicchio>>.
27 aprile 2012 – Cucina dolce cucina, che ormai sembra essere diventata la grande passione universale: diverte, rilassa, appaga, scatena la creatività e soprattutto restituisce il gusto della vita, letteralmente parlando.
Tant’è che sono sempre di più le strutture turistiche che propongono ai loro ospiti golosi corsi pratici di cucina tipica locale, per imparare dagli chef a cucinare i deliziosi manicaretti della tradizione. Una vacanza produttiva, insomma. Al B&B Il Richiamo del Bosco, nel cuore dei Boschi di Carrega in quel di Parma, ha luogo domani il primo di due corsi primaverili, Laboratorio di cucina con erbe spontanee e fiori selvatici, per sviscerare proprietà e utilizzo tra i fornelli di melissa, alliaria, aneto e via dicendo, ed elaborare con le proprie mani un menu completo dall’antipasto al dolce per poi consumarlo a cena tutti insieme.
Sabato 9 giugno sarà invece la volta del Corso sul Miele, con approfondimenti su miele, polline, pappa reale, cera e propoli, e relative proprietà e caratteristiche d’utilizzo alimentare e cosmetico, seguito da una cena a base di formaggi abbinati a vari tipi di miele, verdure e prodotti da forno. Costo: 75 euro per persona, inclusi corso, cena, pernottamento e prima colazione
Solo corso + cena: 35 euro Spostandosi in Toscana, il Monsignor della Casa Country Resort & Spa a Borgo San Lorenzo, nella campagna del Mugello (FI) -a pochi metri dalla villa rinascimentale “La Casa” dove nacque nel 1503 l’autore del Galateo Monsignor Giovanni della Casa- organizza corsi di cucina locale seguiti dal pranzo o dalla cena con le pietanze preparate durante la lezione: quiche agli asparagi con pancetta e pecorino fresco, cocotte di cannelloni ritti alla fiorentina, rotolo di coniglio pancettato, terrina d’anatra in crosta, crespella alla fiorentina in gratin, cosciotto d’agnello o di tacchino ripieno ai carciofi, sformatino di spinaci o di porri e grana, muffin alle gocce di cioccolato e pistacchi in salsa vaniglia, rotolo di meringa alla panna e salsa al cioccolato. Costo: da 171 euro a persona in camera matrimoniale, inclusi pernottamento con prima colazione, corso, pranzo o cena con le pietanze preparate Scendendo verso la Puglia, Borgo Egnazia propone una Scuola di Cucina basata su tradizioni e sapori tipici locali, quelli autentici e genuini della cultura contadina, dedicando ogni giorno a un tema specifico: lunedì le spezie (cucinare con le erbe aromatiche abbinandole alle ricette pugliesi), mercoledì la focaccia (i segreti di impasto, lievitazione e cottura), giovedì pranzo tipico pugliese (pasta al pomodoro fresco e basilico, polpette e brasciole della tradizione, crostata di ricotta), venerdì torte e biscotti (dai biscotti alle mandorle alle “cartellate”), domenica l’olio d’oliva (dagli uliveti delle campagne fasanesi). Ancora più giù, immancabile la cucina siciliana: a Linguaglossa (Ct), alle pendici del vulcano, la Tenuta Chiuse del Signore, azienda agricola e vitivinicola, propone irresistibili giornate “Cassata e Cannoli”, dedicate alla preparazione di questi dolci tradizionalissimi. E basta la lista degli ingredienti a far venire l’acquolina: ricotta di pecora, zucchero, cioccolato, frutta candita e mandorle racchiusi nella croccante “scorza” a forma di tubo da cui il nome (in quanto per friggere la pasta veniva arrotolata intorno a canne di fiume) per i cannoli; Pan di Spagna con ricotta, zucchero, vaniglia, pezzetti di cioccolata, frutta candita e liquore, per le coloratissime e decoratissime cassate.
Immancabile, a fine giornata, l’assaggio, con un abbinamento di vini in una degustazione guidata. E per chi avesse voglia di scendere ancora, spostandosi oltre confine, al Dar Darma di Marrakech, prestigioso riad nel cuore della Medina, si va alla scoperta delle antiche ricette della tradizione marocchina, ricche di sapori, aromi e colori e caratterizzate dai profumi dello zafferano, del cumino e del coriandolo, con lezioni di cucina in cui cimentarsi nella preparazione di cous cous speziati, tajine di agnello ai datteri e mandorle, pollo al miele, pastilla, briouat di verdure, harira, dolci e tè alla menta. Tutto naturalmente da degustare poi in compagnia. Costo: da 60 euro a persona, cena inclusa, massimo sei persone E chi invece alle fatiche del cucinare preferisce le gioie dell’assaporare, non potrà che apprezzare la romantica proposta del pacchetto Cena per 2 del Koller’s Hotel****S e dell’Hotel Forelle**** in Carinzia: una suggestiva cenetta su una zattera che ospita solo quel tavolo in mezzo al lago Millstätter See, a cui accedere in motoscafo alla luce del tramonto. Tutta, naturalmente, a base dei tanti prodotti tipici locali, tra i quali figurano pesce, in particolare trota e salmerino, speck affumicato, polenta e il celebre tortellone carinziano Kärntner Nudeln. Costo: da 520 euro a persona, inclusi tre pernottamenti e una cena sul lago con trasferta in motoscafo, aperitivo e gala dinner di sette portate
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