Che gli italiani siano buone forchette e amino assaggiare ogni tipo di cucina internazionale, non ci piove. Ma neppure sul fatto che in cima alla classifica dei loro palati resti pur sempre la cara vecchia pizza. Campanilismo? No, semplice gusto per il buono.
E così ecco arrivare a Milano la quarta sede cittadina di Little Italy, noto brand di pizza al trancio che dopo via Tadino, via Borsieri e via Poma, approda ora nella galleria di piazza De Angeli. In un trionfo di cinquanta farciture in formato normale o super, cotte in forno a legna e sfornate tutti i giorni a pranzo e cena.
A tenere a battesimo il mese di inaugurazione è la Zuccosa, con base rossa, stracchino, grana, parmigiana di zucchine e fiori di zucca. Ma nell’ambiente in stile newyorkese, in cui i titolari hanno voluto ricreare mood e atmosfere del celebre quartiere della Grande Mela perfettamente confacenti all’internazionalità e alla dinamicità del capoluogo lombardo, non possono certo mancare proposte in salsa USA, come il cheese bacon burger con patatine, la cheesecake e i brownies.
E se vi viene voglia di qualcos’altro, il menù propone anche sfiziosità varie, come farinate di ceci, gnocco fritto con salumi e mortadella al tartufo, fiori di zucca ripieni in pastella; o veri e propri piatti tipici come la fregola sarda con vongole e pomodoro, i pici al pesto, i bocconcini di pollo al curry con gamberoni, zucchine e riso bianco, il filetto di Angus irlandese in tartare o alla griglia. Little Italy piazza De Angeli 1 (all’interno della galleria), Milano aperto tutti i giorni dalle 12.00 alle 15.00 e dalle 19.00 alle 24.00
Per quanto mi riguarda, quel claim aveva già parlato da solo: La moda passa, la pizza resta. Trovandomi, manco a dirlo, più che d’accordo: la pizza, per me, resterà nei secoli dei secoli!
Ma quando ieri sera ho messo piede per la prima volta da Biga Milano– Moscova (c’è anche un’altra sede in zona Isola), i suoi colori, la sua luminosità, la sua atmosfera allegra mi hanno fatta sentire subito bene. E ancora non sapevo cosa mi aspettasse!
Diciamolo subito: non si chiama Biga perché fanno la pizza romana, come verrebbe facile pensare. Il suo nome si riferisce all’impasto a base di biga, lasciato lievitare 36 ore con il risultato di mantenere intatte le proprietà della farina. E aumentarne aroma e leggerezza. Ed è proprio questo a caratterizzare l’intera proposta del menù, con quattro principali tipi di impasti.
C’è il classico con stesura contemporanea, dal cornicione alto e soffice, e il centro sottile.
Quello a ruota di carro a lunga lievitazione con farine poco raffinate a basso impatto glicemico, con cornicione sottile e fragrante.
L’impasto per il padellino, la gustosissima pizza in teglia che le regala una base morbida e un bordo croccante, in un’altezza superiore alla consueta.
E, naturalmente, anche quello senza glutine, preparato nell’apposito reparto gluten free. Per ognuno di loro, una serie di pizze classiche o innovative, semplici o molto ricche, delicate o decisamente corpose. Alle quali se ne aggiunge ogni mese una vegana, sempre diversa.
Focus sugli impasti per una pizza sempre di moda
Capirete quindi che scegliere, per me, non sia stato affatto facile. E così, nell’incertezza, li ho scelti tutti, assaggiando spicchi di pizze per ogni tipologia.
Per quello classico ho puntato sulla Guéridon di Latte, un trionfo di formaggi che più di così non si può. Ci sono il fior di latte, la provola affumicata, il taleggio DOP, il caciocavallo podolico, la fonduta di caprino erborinato e il Parmigiano Reggiano, cosparsi da petali edibili essiccati e gocce di confettura agli agrumi. Con la ruota di carro ho scelto la Scampia, con fonduta cacio e pepe, salsiccia di maialino nero casertano arrostita, patate al forno, provola affumicata. E dopo queste due botte caloriche, per la pizza al padellino sono tornata sulla classicissima Margherita, con pomodoro San Marzano DOP, fior di latte e Parmigiano Reggiano.
Nell’attesa, mi sono anche concessa lo sfizio super gustoso della Carrozza della zia, mini mozzarelle in carrozza con bufala e acciughe di Cetara. Impanate con uova e corn flakes fritti, e servite con pesto di basilico, pomodorino confit e misticanza. Una cosetta deliziosa, tra le tante che sfilano nell’offerta degli antipastini tipicamente napoletani, come montanarine, crocchè, frittatine di pasta e polpette. Profumando la grande cucina a vista dove tutto prende corpo con velocità, fantasia e maestria.
Peraltro, la Montanarina figura anche nell’offerta dei dolci interamente fatti in casa, in un’invitante versione definita, ovviamente, sbagliata. Con topping di marmellata di datterino rosso, scaglie di ricotta cristallizzata e menta, farcitura di ricotta di bufala e gocce di cioccolato. In un gioco di ingredienti che si alternano tra dolce e salato e conquistano tutto, mantenendosi sempre…di gran moda!
Biga Milano – Isola Via Antonio Pollaiuolo 9, 20159 Milano
Biga Milano – Moscova Via Alessandro Volta 20, 20121 Milano
Aperti da lunedì a domenica dalle 12.00 alle 15.00 e dalle 19.30 alle 23.30
Mai mangiato una pizza in discoteca? Magari con lievito madre e ingredienti di prima scelta, in dieci varianti che rispondono ai nomi degli attori più famosi e a prezzi assolutamente equilibrati?
E’ la prima novità dell’estate 2018 dell’Hollywood Dinner & Dance di Bardolino, il locale supertrendy sulla sponda veronese del lago di Garda sempre pronto ad affrontare nuove sfide per accendere le calde notti della bella stagione. E io, naturalmente, non me la sono persa. Mi sono seduta a bordo piscina, accanto al chiosco che la sforna tutta la notte, e mi sono goduta in tutta calma una delicatissima Di Caprio, con formaggio Philadelphia, salmone e avocado: una vera delizia. Poi ho assaggiato anche una sublime Fabio, con mozzarella di bufala, fiori di cappero e acciughe del Cantabrico. E ho chiuso in dolcezza con un trancio di Ben, variante dolce con nutella e fragole. Una piacevolissima novità per una pizza addicted come me, soprattutto perché, assicura il patron del locale Giampaolo Marconi, è destinata a durare anche in futuro. Ma non l’unica. Sì, perché nel corso dell’estate verrà lanciato nientemeno che il Tortellino nero Hollywood, prodotto a mano con un impasto a base di carbone vegetale e cinque tipi di carne brasata in un drappo di seta dorata: una creazione di Nadia Pasquali, titolare del ristorante Alla Borsadi Valeggio sul Mincio e Vice Presidente dell’Associazione dei Ristoratori di Valeggio, patria del celebre tortellino Nodo d’Amore nato da una romantica leggenda locale, e con cui il nuovo prodotto è “gemellato”. Al punto che sarà proposto in abbinamento al vino bianco Nodo D’amore della cantina Farina, altra eccellenza locale, che sposa i tre vitigni Garganega, Chardonnay e Sauvignon in armonici sentori di ananas e mango, cedro candito e vaniglia. Insomma, quest’anno l’Hollywood ha un sapore molto più gourmet. Tanto poi per smaltire basta scendere in pista e scatenarsi tutta la notte.
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